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Studenti sulla spiaggia con il sindaco: piantati oltre 100 gigli di mare

CAPALBIO – Come ogni anno dal 2010, il Centro Ricerche CRISBA dell’ISIS “Leopoldo II di Lorena” di Grosseto ha svolto la tradizionale iniziativa per la tutela dell’ambiente dunale, con la piantumazione di 100 gigli di mare presso la Riserva Naturale e Oasi WWF “Lago di Burano”.

Il CRISBA (www.crisba.eu), un Centro Ricerche che coniuga la sperimentazione scientifica applicata all’agricoltura ad attività didattiche per gli studenti del Leopoldo di Lorena, da molti anni si occupa infatti del ripopolamento delle nostre coste con il giglio di mare (Pancratium maritimum), una pianta protetta (LR n°56/2000) che impreziosisce le dune fra Luglio e Settembre con fiori bianchi e profumati.
Il Centro, a seguito di un lungo programma di propagazione da seme autoctono effettuato insieme agli studenti, ottiene piante adulte che sono reintrodotte in natura e per le quali, a distanza di anni dagli interventi, si registrano alte percentuali di attecchimento.

Quella odierna è la settima piantumazione effettuata dal CRISBA del Leopoldo di Lorena nel territorio maremmano, nell’ambito di un’iniziativa promossa per la seconda volta dall’Amministrazione Comunale di Capalbio e dalla Riserva Naturale e Oasi WWF “Lago di Burano”, con la partecipazione degli studenti della Scuola Media Istituto Comprensivo di Capalbio.
Nei giorni passati i ragazzi si sono recati presso i laboratori del CRISBA per svolgere alcune delle delicate fasi di propagazione della pianta ed oggi hanno effettuato, insieme agli studenti della classe 3B del Leopoldo di Lorena, la messa a dimora di 100 gigli di mare adulti e la pulizia della duna dai rifiuti. Presenti fra gli altri alla piantumazione, Luigi Bellumori (Sindaco di Capalbio), Fabio Cianchi (Direttore dell’Oasi WWF), il Prof. Lorenzo Moncini (responsabile del CRISBA) e il Prof. Giulio Domenichini, che ha accompagnato gli studenti del Leopoldo di Lorena.

Il giglio di mare è al centro di questo programma di tutela ambientale perché rappresenta la “pianta simbolo” della bellezza e al tempo stesso della enorme fragilità dell’ecosistema dunale, che i ragazzi e la comunità sono chiamati a salvaguardare. L’ambiente costiero è infatti particolarmente delicato, spesso deturpato dai rifiuti e danneggiato dall’erosione, favorita anche dall’indiscriminata pulizia meccanica delle spiagge che eradica le piante, preziosa risorsa proprio per la protezione della duna dall’azione erosiva del vento.

Iniziative come quella di oggi esortano la collettività a riconoscere nel nostro patrimonio naturale e nella flora che lo caratterizza una risorsa da custodire e da difendere in prima persona.

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