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Novità in città: ecco le bacche di Goji coltivate in Maremma. Sabato la degustazione

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GROSSETO – La Maremma ha già conosciuto, a partire dal 2013, la sperimentazione relativa alla coltivazione del famoso frutto della giovinezza, le bacche di Goji, grazie all’impegno ed alla lungimiranza di un’azienda agricola della Provincia di Grosseto. Parliamo dell’Azienda Agricola Bragaglia con sede a Magliano in Toscana , che cinque anni fa ha voluto destinare una porzione della superficie aziendale alla coltivazione di questo frutto di assoluto interesse in campo nutrizionale e farmaceutico e che, soprattutto negli ultimi anni ha conosciuto un crescente successo tra i consumatori in Italia e nel mondo.

L’Azienda Bragaglia sta attuando un programma di miglioramento agricolo che prevede la valorizzazione ed il potenziamento del settore zootecnico – allevamento ovino – e la sperimentazione di nuove colture e tecniche agronomiche finalizzate alla produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti naturali nel settore della salute e del benessere, attualmente rappresentati dalla coltivazione del Lycium Barbarum, comunemente conosciuto come Goji.

Il Goji è una bacca ricca in polisaccaridi e zuccheri semplici ma il costituente che viene indicato come responsabile delle proprietà salutistiche, prima di tutto antiossidanti è una molecola di colore rosso che appartiene alla famiglia dei carotenoidi, la zeaxantina dipalmitato.

Recentemente questo frutto è stato considerate dalla Farmacopea Europea come pianta di interesse nel campo della salute e la zeaxantina dipalmitato è stata riconosciuta come la molecola che è rappresentativa della qualità del frutto. Le analisi condotte con Il Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze e con il CNR e l’Università degli Studi di Siena , che conducono da tempo studi sulla quantificazione di questo componente , hanno permesso di verificare che la percentuale di questo composto è sul secco intorno allo 0,5-0,6% come valore massimo. Le analisi condotte sul prodotto dell’Azienda agricola Bragaglia ( prodotto fresco e bacche essiccate ) hanno dimostrato un elevato contenuto di questo carotenoide, dimostrando che dedizione ed impegno rendono di fatto possibile ottenere un ottimo prodotto anche in Maremma , concorrenziale se non superiore ai migliori frutti di Goji , questi ultimi provenienti principalmente dal Tibet .

Bacche Goji 2018

Sin dal primo anno, il raccolto ottenuto nell’azienda maremmana nel pieno rispetto dell’ambiente e delle risorse del territorio, si è dimostrato di ottima qualità,.

La superficie aziendale è infatti totalmente in regime biologico.

La trasformazione del Goji richiede , proprio per le caratteristiche intrinseche del frutto , una lavorazione che alteri meno possibile il tenore antiossidante , e proprio questa è stata la seconda sfida che ha visto i produttori coinvolti in una interessante ricerca , di concerto a realtà locali del mondo della trasformazione, tesa a mantenere massima qualità nei prodotti a base di bacche di Lycium Barbarum. L’Azienda agricola Bragaglia, attualmente , produce oltre ai frutti freschi, le confetture 100% Goji ed i mix Goji e frutti , oltre alle bacche essiccate a 40°C , al succo e polpa di Goji 100%, ai nettari di Goji e Goji e mirtilli neri selvatici. L’azienda Bragaglia ha già presentato i propri prodotti al pubblico in varie occasioni nel corso degli anni, partecipando ad eventi fieristici di particolare rilievo nazionale , portando recentemente all’attenzione del pubblico anche il gelato ed il sorbetto a base di bacche di Goji.

“Una grande soddisfazione , oltre alla riconosciuta qualità del prodotto, è sicuramente rappresentata dal riscontro dei consumatori , che dimostrano curiosità ed interesse per un prodotto assolutamente locale, apprezzando la qualità ed il gusto dei frutti freschi e dei nostri prodotti trasformati. Già questo ci ripaga in parte degli sforzi fatti per intraprendere e sviluppare questa attività pionieristica“ afferma Fabio Bragaglia.

La superficie aziendale prevede attualmente una superficie di 6000 metri quadrati dedicati alla coltivazione del Lycium Barbarum , con previsione di ulteriore crescita e sviluppo di questa coltivazione per gli anni successivi. “ Le caratteristiche dei terreni aziendali si sono dimostrate determinanti per garantire l’accrescimento ed il corretto sviluppo delle piante, “ prosegue Bragaglia, “ il nostro intento era appunto quello di capire se ci fosse una naturale predisposizione dei suoli che, unita ad una buona pratica agronomica nella gestione delle risorse, potesse darci un prodotto di qualità. I risultati non si sono fatti attendere, siamo estremamente soddisfatti che questa sperimentazione abbia confermato la nostra filosofia , ossia che i migliori risultati si debbano ottenere senza forzature , talvolta scoprendo per caso delle impensabili vocazioni ”.

Se siete interessati a provare le bacche di goji sarà possibile fare una degustazione sabato 17 marzo presso punto vendita Conad Aurelia Antica di Clodia Commerciale srl

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