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Francesca Scopelliti prende la tessera del Pd: «C’è bisogno di una sinistra democratica e liberale» fotogallery

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GROSSETO – Francesca Scopelliti si è iscritta al Partito democratico. Oggi pomeriggio nella sede di via Emilia a Grosseto, l’ex senatrice della lista Pannella e di Forza Italia, ha preso la tessera del Pd. Da sempre impegnata nel Partito Radicale, la donna che al fianco del compagno Enzo Tortora combatté una difficile battaglia di giustizia e di diritti, ha scelto di entrare nel Partito democratico. Alle ultime elezioni si era impegnata per la lista “Più Europa” di Emma Bonino nel quadro della coalizione di centrosinistra.

«Questa è una scelta di testa, una scelta ragionata – spiega Scopelliti mentre mostra la nuova tessera in mano -. Nel mio cuore c’è il Partito Radicale, ma ho preso la tessera del Pd perché credo che in questo momento ci sia bisogno di dare un segnale. Vorrei che in tanti facessero la stessa cosa perché in Italia c’è bisogno di una sinistra democratica,  liberale e moderna. Nei mesi passati il Pd è stato dipinto come l’origine di ogni male in Italia e non è così. È stato fatto per colpire Matteo Renzi. Ecco io prendo la tessera anche per questo, per un fatto di giustizia e per dare forza a questo partito».

Una scelta che farà sicuramente parlare visto che nel passato di Francesca Scopelliti c’è  un impegno di primo piano nelle fila del centrodestra. «Nel ’94 – dice Scopelliti – Berlusconi promise una rivoluzione liberale che poi non è mai riuscito ad attuare. Oggi il suo partito, Forza Itali,  ha lasciato spazio alla Lega di Salvini, mentre l’altra alternativa nello schieramento politico sono i 5 Stelle di Di Maio. In questo contesto ho fatto la mia scelta: non mi riconosco in queste due forze che amano la protesta invece che la proposta e che, come si vede in queste ore, quando è il momento di andare a garantire le promesse elettorali hanno paura di assumersi le responsabilità di Governo».

«In questo momento – aggiunge Scopelitti – è necessario mettere mano alla legge elettorale e tornare al voto. Aver bocciato il referendum costituzionale del 2016 solo per affossare Renzi è stato un errore che ora paghiamo con lo stallo e la difficoltà dei numeri in parlamento».

 

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