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Protesta al centro per l’impiego: «In fila dalle 3. È una guerra tra poveri» fotogallery

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GROSSETO – C’è chi si è messo in fila alle 3 di mattina, per essere tra i primi ad entrare all’ufficio per l’impiego, questa mattina, e chi ha “atteso”, si fa per dire, le 7 di stamani. Quando gli uffici si sono aperti, però, solo 60 delle quasi 90 persone in fila hanno avuto la possibilità di dare il proprio nominativo ai dipendenti dell’ufficio del lavoro. Da qui, dall’incertezza del futuro degli altri, è nata la protesta.

«È una guerra tra poveri – sottolinea esasperato uno dei cittadini in fila – ci prendono per fame. In fila per ore per 500 euro. Siamo tutti disoccupati, senza un lavoro, da almeno 12 mesi. Sono venuto a prendere il posto alle 7. Non c’erano numerini per gestire la fila e così ci siamo organizzati da soli».

La lista, di 64 persone, è stata redatta dal personale dell’ufficio. Di questi 32 nominativi avranno garantito l’accesso al servizio in giornata. E gli altri? Quelli che sono rimasti fuori, e il cui nominativo non è stato neppure trascritto? «Che cosa dovremmo fare? Dormire qui? Tornare nuovamente qui domani mattina? Tra l’altro il centro per l’impiego si trova dentro alla Cittadella dello studente, e dunque i cancelli dell’area la notte vengono chiusi».

Un altro problema è dato dalle risorse, che ovviamente non sono illimitate e non c’è modo di sapere a che punto siano arrivate: può capitare che un disoccupato, evasa la domanda assieme all’impiegato, si veda dire dal sistema che non ci sono più soldi.

«Abbiamo esposto fuori un cartello con le modalità in cui sarà gestita la fila proprio per evitare che la gente aspettasse inutilmente: stiamo parlando di persone, non di animali. Inutile tenere 400 persone in fila quando sappiamo che non riusciremo a farli tutti – afferma Massimo Caramelli responsabile dei centri per l’impiego per il territorio grossetano –. Sappiamo che le risorse sono a esaurimento, e proprio per questo ho disposto che quattro sportelli potessero occuparsi di questo, in modo da evadere più pratiche possibile».

La misura, regionale, prevede l’erogazione per sei mesi di 500 euro, oltre ad un bonus assunzioni per l’azienda che decida di assumerlo e un assegno di ricollocazione per il centro per impiego e l’agenzia che viene scelta dall’interessato e che lo prende in carico in questi mesi. Una misura importante, che ha differenti requisiti per le aree di crisi in cui rientra ad esempio la zona dell’Amiata e quella delle Colline Metallifere. In quel caso basteranno sei mesi di disoccupazione.

«Abbiamo calcolato che per ogni utente servono una 40ina di minuti, anche perché una volta inseriti i dati il sistema deve dialogare con il sistema nazionale che esiste da pochi mesi, quindi molti cittadini devono essere inseriti anche lì – afferma ancora Caramelli – insomma non credo che riusciremo a fare più di una sessantina di persone, ma se dovessimo esaurire la lista prima delle 17 faremo le altre persone in fila fuori». In contemporanea con Grosseto le assegnazioni sono in corso anche negli uffici di Follonica, Arcidosso, Manciano e Orbetello, oltre che in tutta la Toscana.

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