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Pinete, presentata la mozione pubblica per preservarle

GROSSETO – Dal convegno “Le pinete litoranee: costo o risorsa?” è nata una mozione pubblica che ha come obiettivo principale la conservazione delle pinete di Marina e Principina, in quanto patrimonio naturale irrinunciabile e volano per il turismo.

Si è svolta venerdì 2 Marzo, presso l’Hotel Terme Marine Leopoldo II a Marina di Grosseto, la Giornata di Studio “Le pinete litoranee: costo o risorsa?”, organizzata dall’ Accademia dei Georgofili e dalla Pro Loco di Marina di Grosseto e Principina a Mare, che ha visto la partecipazione di circa 300 persone, tra rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, liberi professionisti e cittadini.

“I relatori che si sono alternati – illustrano i promotori – negli interventi hanno rappresentato la nostra pineta sia dal punto di vista storico, con una bellissima ricostruzione di come questo importante patrimonio sia stato creato dall’uomo nel corso degli ultimi secoli, sia dal punto di vista sociale; di cosa ha rappresentato, cosa rappresenta e le ipotesi di cosa potrà rappresentare in futuro”.

Gli interventi di tecnici del Comune di Cervia, della Regione Toscana, di collaboratori dell’Amministrazione Comunale di Grosseto e del Crea di Roma hanno indicato alcuni percorsi che sono stati avviati per la soluzione delle problematiche concernenti la prevenzione incendi e la difesa dalle malattie e dalle infestazioni di insetti dannosi.

L’ultimo intervento ha messo in luce aspetti sociali ed economici, ossia la necessità di sensibilizzazione e coinvolgimento della collettività che, unita ad altre pratiche, sia di argine al degrado.

“Siamo consapevoli che l’argomento trattato è vastissimo – proseguono i promotori del convegno – per questo consideriamo un punto di partenza questa giornata che sia da stimolo per la formulazione di proposte volte alla tutela ed alla valorizzazione di questo inestimabile patrimonio e che ha interessato e coinvolto moltissimi partecipanti, tra cui 117 professionisti accreditati, tra cui 72 architetti e 45 agronomi forestali, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e cittadini che hanno a cuore il futuro delle pinete”.

Alla fine dei lavori è stata presentata una mozione contenente dei punti programmatici affinché un così sentito coinvolgimento di tutte le parti si traduca in azioni volte a ricollocare la pineta nel suo ruolo centrale, quale tessuto connettivo di una comunità e dei suoi ospiti.

I partecipanti al convegno hanno convenuto che la pineta ha un grandissimo valore storico, culturale, ecologico, paesaggistico, il quale si traduce in un fondamentale valore economico per la sua attrattiva turistica. La pineta, infatti, è nata e si è sviluppata grazie a un delicato equilibrio tra componenti naturali e componenti umane, che le mutate condizioni economiche ed ecologiche hanno compromesso, creando condizioni di forte vulnerabilità aggravate dal cambiamento climatico.

“Il solo intervento pubblico – sostengono quanti hanno già sottoscritto la mozione – pur essendo prioritario non è sufficiente: è necessario un contributo sostanziale dei cittadini per garantire la sicurezza della pineta, in quanto un tessuto sociale forte riduce in modo consistente la vulnerabilità degli ecosistemi forestali”.

I sostenitori della mozione si impegnano, quindi, a promuovere iniziative volte ad
aumentare la consapevolezza del valore della pineta, delle cause del suo progressivo degrado, dei rischi d’incendio e le buone pratiche da adottarsi per prevenirli, e a individuare, in collaborazione con i proprietari e gli Enti interessati, gli indirizzi gestionali e di pianificazione per la conservazione di questi ecosistemi forestali nonché a promuovere iniziative che consentano di contenere gli attacchi ai pini da parte di patogeni.

Secondo la mozione deve nascere inoltre un coordinamento tra le associazioni, le istituzioni pubbliche, le imprese, i proprietari, la cittadinanza finalizzato alla prevenzione degli incendi, ma che sia pronto anche ad affrontarli “Agli amministratori locali – concludono i firmatari – chiediamo di farsi promotori, anche nei confronti degli organi regionali, di piani partecipati per la prevenzione e la preparazione agli incendi e la rimozione delle principali cause di rischio”.

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