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Blocco mezzi pesanti in Maremma: «Situazione insostenibile, il prefetto intervenga subito»

Mauro Squarcia, Confartigianato: «Ancora in vigore il divieto di circolazione nonostante i 12°»

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GROSSETO – Dalle 22 di mercoledì 28 febbraio è in vigore nella provincia di Grosseto un’ordinanza della Prefettura che vieta la circolazione degli autocarri superiori a 7,5 tonnellate. Il provvedimento è stato attuato anche in altre province toscane a causa della neve. Ma oggi, venerdì 2 marzo, la situazione meteorologica è completamente cambiata. Nel Grossetano la colonnina di mercurio segna fino a 12 gradi, eppure ancora non è arrivata la notifica della cessazione del provvedimento. Ed è così, purtroppo, in molte altre zone della Toscana.

«Ci sono decine di migliaia autisti di camion bloccati nei piazzali, ai caselli e lungo le strade – dice Mauro Squarcia, presidente della categoria Trasporti di Confartigianato Imprese Grosseto –. Una situazione incredibile che uccide l’autotrasporto con danni incalcolabili: si stimano oltre 5 milioni di euro di mancati incassi al giorno subiti dai vettori toscani che sono stati bloccati». Senza contare i disagi economici legati al sistema produttivo, con gli operatori che in alcuni casi hanno dovuto sospendere le lavorazioni e mandare in ferie il personale.

«Lancio un appello al prefetto di Grosseto, affinché provveda subito alla revoca dell’ordinanza – spiega ancora Squarcia –: non è possibile che i tir vengano fermati dalle Forze dell’ordine sulla provinciale Aurelia. Il meteo da giovedì 1 marzo è cambiato: in Maremma ci sono 12 gradi. E’ intollerabile che venga bloccato un comparto così importante per l’economia italiana: i danni stimati sono incalcolabili e a farne le spese è tutto il sistema produttivo». Anche in altre province toscane ci sono ordinanze tuttora in vigore. Confartigianato Trasporti Grosseto chiede dunque una rapida soluzione al problema con la revoca del divieto in Maremma ma anche nel resto della regione, per permettere ai trasportatori di concludere le consegne della settimana e rientrare nelle città di residenza oltretutto anche per votare.

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