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Maremma Migliore sta con Lolini: «Contro le bande di stranieri ci vuole l’esercito»

GROSSETO – Anche Maremma Migliore sostiene la candidatura di Mario Lolini che sul tema della sicurezza mette in campo la proposta di portare in strada l’esercito al fianco delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità. «Non è possibile – dice Lolini, candidato per il centrodestra alla Camera nel collegio 14 – lasciare la città in balia di bande di nordafricani. Chi vive il centro storico ha paura. Quando sarò in parlamento con la Lega proporremo una legge per dare la possibilità di utilizzare i militari al fianco di polizia e carabinieri».

Con Lolini a presentare le idee in materia di sicurezza e contrasto all’immigrazione clandestina ci sono anche il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi, l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti e il responsabile della lista civica Maremma Migliore Massimiliano Pepi.

«In molti dei nostri borghi – dice Lolini – non esiste più un presidio delle forze dell’ordine: è così che molte delle nostre comunità, dove il fenomeno immigratorio è caratterizzato da soli uomini singoli,  degeneri spesso in comportamenti ed episodi che mettano in crisi la serenità delle nostre popolazioni. Dobbiamo garantire ai nostri paesi, specie quelli più lontani dai centri maggiori, dove la popolazione è spesso anziana, il controllo del territorio da polizia e carabinieri che svolgano attività di prevenzione e possano intervenire in maniera celere ed efficace in caso di emergenza. Dovremo introdurre il principio che la difesa è sempre legittima, istituire poliziotti di quartiere e estendere l’esperimento “strade sicure”».

«Ma sappiamo bene che il problema è a monte: è necessario interrompere il sistema  internazionale che regge il business dei richiedenti asilo. Vogliamo introdurre una nuova fattispecie di reato specifica, finalizzata a sventare le organizzazioni internazionali per la tratta degli esseri umani. Vogliamo che la polizia giudiziaria possa raccogliere prove sul contrasto all’immigrazione clandestina attraverso la presenza di personale sulle navi ONG e vietare lo sbarco a quelle che la rifiutano. Infine, vogliamo rifondare e implementare il numero dei Centri di Identificazione ed Espulsione in non meno di uno per ogni Regione».

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