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«Sanità politicizzata», Desideri e Dei a cena con Marras. Lolini: «Si dimettano»

GROSSETO – «La sanità è una ricchezza per tutti. Per tutti ma non per la Regione e le direzioni sanitarie di area vasta che paiono impegnati scientemente nello svendere la salute dei nostri concittadini: tagli al personale e ai servizi hanno impoverito in maniera drammatica l’offerta sanitaria grossetana. Mentre altrove si decidono tagli e riorganizzazioni, a Grosseto i pazienti devono solo sperare per la propria salute, sperimentare il doloroso accorpamento dei reparti e rimanere in balia di una burocrazia obsoleta e pericolosa. È evidente che così proprio non va. Da deputato, sarò vicino a chiunque  operi nella sanità: dall’addetto alle pulizie al primario. Non sono ammissibili ulteriori tagli né ulteriori scelte che vadano a detrimento dei servizi sul territorio». Inizia così la nota con cui Mario Lolini, candidato per il centrodestra alla Camera nel collegio Toscana 14. 

«Così come non è più ammissibile che l’assessore regionale Saccardi, la direttrice sanitaria di area vasta Dei, il direttore sanitario Desideri ed alcuni primari e caposala partecipino bellamente ad una cena elettorale, su invito del candidato Pd, in un noto ristorante della città, cosa che, oltre ad essere di dubbio gusto, è espressamente vietata dalla legge secondo cui nessun dipendente pubblico e soprattutto nessuna carica della Asl dovrebbe, in funzione della carica pubblica, nel periodo compreso tra l’apertura dei comizi elettorali ed il voto, partecipare a qualsiasi evento che possa influenzare il voto».

«Proprio per questo credo sia giusto chiedere le dimissioni della Saccardi e di Desideri, impegnati più nella politica di partito che nella gestione della salute dei cittadini. Dobbiamo far prevalere la logica dell’equa distribuzione di incarichi: non si capisce, infatti, come mai a pari di professionalità, di posti letto, di interventi eseguiti, il personale grossetano rimanga sempre indietro rispetto a quello della restante area vasta. Dobbiamo reintrodurre i reparti affinché medici ed infermieri possano riacquistare la propria dignità ed esercitare bene la professione a beneficio dei malati.  E va fatto subito perché è in pericolo la salute dei nostri concittadini».

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