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«Italia come una pornostar». Velo e Goretti: «Dal sindaco sproloquio triviale per alimentare l’odio»

GROSSETO – «Le dichiarazioni di questa mattina del sindaco Vivarelli Colonna rappresentano quanto di peggiore è in grado di offrire la politica». Silvia Velo, candidata del PD nel collegio uninominale del Senato, e Antonella Goretti, candidata del PD nel collegio proporzionale della Camera dei Deputati, commentano così le dichiarazioni di questa mattina del sindaco di Grosseto, durante il comizio di Matteo Salvini.

«Quello del primo cittadino in occasione della visita a Grosseto del leader della Lega, Matteo Salvini, non può che essere catalogato come lo sproloquio di un uomo privo di lucidità, di senso delle istituzioni e, concedetecelo, di spessore umano – proseguono Velo e Goretti -. Nella sua argomentazione sgrammaticata e confusa, il sindaco, oltre a declassare la dialettica democratica a semplice vezzo di pseudo-intellettuali tutti intenti a perdere tempo in chiacchiere, ha intrattenuto i presenti con un farneticante intervento in cui ha parlato di una sinistra fascista, xenofoba, intollerante e anti-democratica. Per non parlare, poi, del gergo triviale e offensivo nei confronti delle donne utilizzato dal sindaco nel paragonare il nostro Paese ad una pornostar, che deve indignare tutti. Nessuno escluso».

«Al di là dei macroscopici errori storici compiuti da Vivarelli Colonna in una sola affermazione e del suo goffo e becero tentativo di alienare sulla sinistra un pensiero che, al contrario, contraddistingue la parte politica che rappresenta – proseguono le due candidate -, c’è un dato che non deve essere trascurato: un uomo delle istituzioni oggi è sceso in piazza per alimentare l’odio, dimenticandosi peraltro che l’antifascismo è un valore fondante della nostra Repubblica. Solo su una cosa siamo d’accordo con Vivarelli Colonna: i cittadini sono un’arma importante per la democrazia e devono essere intelligenti. E proprio grazie a questa intelligenza e maturità di pensiero non faranno alcuna difficoltà a riconoscere proprio nelle sue parole e nelle sue azioni lo spettro del fascismo e di un estremismo che devono essere respinti in maniera forte e decisa. In un’epoca storica in cui risulta essere quanto mai necessario abbassare i toni, Vivarelli Colonna ha deciso di fare ancora una volta dell’odio la propria bandiera, scrivendo l’ennesima triste pagina di politica locale. E questo è inaccettabile». Concludono le due candidate.

 

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