Mozione antifascista, De Martis: «Ricorderemo le risate del sindaco e l’inversione a U del M5S»

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GROSSETO – «Di questi giorni, in cui si è molto dibattuto della mozione presentata dal centrosinistra per subordinare la concessione di spazi pubblici e benefici economici al riconoscimento dei valori della costituzione antifascista, ricorderemo alcune cose». Inizia così la nota di Carlo De Martis, capogruppo Lista Mascagni Sindaco nel consiglio comunale di Grosseto.

«La prima, senza dubbio, è l’applauso osceno che sindaco e assessori, tra grosse risate, hanno tributato alla bocciatura di una mozione che riaffermava le regole di convivenza civile sancite dalla Costituzione – afferma De Martis -. Quella Costituzione che dovrebbe rappresentare il faro per l’azione del sindaco, che invece si fa dettare la linea da un micropartito neofascista come CasaPound. La seconda è l’astensione ‘pre-elettorale’ dei 5 Stelle, dei quali ancora si ode il rumore delle unghie sugli specchi».

«Dopo l’annuncio del loro voto favorevole, il 13 febbraio in consiglio comunale si rendono autori di un’incredibile inversione a U giustificata con una surreale dichiarazione di ‘postideologicità’ – scrive De Martis -. Il 15 febbraio si giustificano invece suggerendo uno spericolato parallelo tra fascismo e vaccini. Il 17 febbraio convocano addirittura una conferenza stampa per annunciare la terza versione, affermando di essersi astenuti per alcuni vizi formali che, a loro dire, affliggevano la mozione. Peccato che la competenza a stabilire la regolarità formale di una mozione non sia né nostra, né dei 5 Stelle, né di nessun altro, se non del dirigente comunale che, nel caso, non ha sollevato alcun rilievo (e pure il TAR appena qualche giorno fa ha ‘certificato’ la piena legittimità di atti di questo genere)».

«D’altronde sono sempre più numerosi, in tutta Italia ed anche nella nostra provincia, i comuni che hanno adottato iniziative analoghe, approvando mozioni con le quali, accolto il principio politico, si dà mandato agli uffici di adeguare i regolamenti di conseguenza. Tra i tanti, il comune ‘a cinque stelle’ di Torino. La domanda, peraltro, sorge spontanea: se davvero i problemi erano solo formali, perché non formulare un semplice emendamento migliorativo in consiglio e risolvere lì ogni questione?».

«Ora i 5 Stelle annunciano che proporranno sul medesimo tema una proposta di delibera. E’ bene sapere che la proposta di delibera (a differenza della mozione, capace di impegnare immediatamente sindaco e giunta) per sua natura ha tempi biblici prima di approdare in consiglio. Guardacaso quando il 4 marzo sarà ormai alle spalle. La terza cosa che ricorderemo, infine, è la splendida piazza di sabato scorso di fronte a Porta Vecchia, dove tante persone, senza simboli di partito, si sono riunite rispondendo al tam tam lanciato dalle ragazze e dai ragazzi del Comitato Giovanile Antifascista, per riaffermare con forza che una Grosseto antifascista esiste, e resiste». Conclude De Martis.

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