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Viticoltura, è operativa la nuova legge. Ecco cosa cambia

GROSSETO – Con il via libera al regolamento attuativo, viene resa operativa la nuova legge regionale sulla gestione e il controllo del potenziale viticolo, con cui la Regione Toscana dà attuazione alle disposizioni dei regolamenti comunitari e ai decreti ministeriali emanati di recente in tema di viticoltura.

Dal gennaio 2016, infatti, è entrato in vigore il sistema delle autorizzazioni all’impianto che ha sostituito il sistema dei diritti di reimpianto; la nuova legge, inoltre, fissa le norme per lo schedario viticolo istituito presso l’Artea e prevede tutti i procedimenti amministrativi necessari alla gestione del potenziale viticolo regionale. Si stabiliscono termini, competenze amministrative e sanzioni per ciascun procedimento. Sono inoltre confermate, ma aggiornate al nuovo assetto delle competenze, le disposizioni che, in attuazione delle previsioni statali, disciplinano la gestione delle produzioni dei vini Doc, Docg e Igt, sia per tenere conto dell’andamento climatico sia per conseguire l’equilibrio di mercato e per tutelare le denominazioni.

Sempre in merito alle denominazioni di origine, su proposta dei consorzi, la Regione potrà adesso disciplinare l’iscrizione delle superfici vitate ai fini della denominazione. La Regione, in altri termini, può pianificare la possibilità per una denominazione di vino di ampliarsi o no. Le disposizioni della legge non si applicano alle superfici vitate di estensione pari o inferiore a duecento metri quadrati per conduttore le cui produzioni sono destinate esclusivamente al consumo familiare, così come già previsto dalla normativa regionale finora vigente.

Rispetto alla vecchia legge, infine, una novità di rilievo è rappresentata dall’introduzione del divieto di trasferire al di fuori della Toscana le autorizzazioni al reimpianto, derivanti dalla estirpazione di vigneti condotti a fronte di contratti di affitto temporaneo registrati da meno di sette anni. Questo al fine di arginare fenomeni speculativi ed elusivi della normativa comunitaria, che stanno interessando anche la Toscana e che trovano base giuridica in regolamenti e note europee anche recenti. Per non ledere gli interessi acquisiti e salvaguardare i procedimenti in corso, tuttavia, si è stabilito che questa disposizione non si applica alle autorizzazioni al reimpianto rilasciate a seguito dell’estirpazione di un vigneto conclusa in data antecedente all’entrata in vigore del regolamento ultimamente approvato.

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