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M5S, Orlandi: «Il caso di Ribolla insegni: la sicurezza delle scuole è una priorità»

ROCCASTRADA – “Il caso Ribolla, col sequestro della scuola primaria e secondaria di primo grado, deve indurre tutti ad una riflessione sulla situazione degli edifici che ospitano i ragazzi e tutto il personale della scuola” così Caterina Orlandi, candidata M5S per il collegio uninominale grossetano, a margine dell’evento sicurezza del Movimento 5 Stelle a Follonica.

“La scuola è uno dei luoghi che dovrebbe essere più sereno e sicuro al mondo e invece ci troviamo ancora oggi davanti ad un pericolo non risolto, che qualcuno vorrebbe affrontare in fretta e furia per decreto – sottolinea Orlandi che aggiunge – per il Movimento 5 Stelle quando lo Stato sceglie mettendo la sicurezza di studenti, docenti e personale amministrativo, al primo posto sceglie sempre la via migliore”.

“Più della metà delle scuole, proprio a Grosseto, sono state costruite tra gli anni ’60 e gli anni ’80 se non prima, e quindi diversi decenni fa. In molti casi sono inadatte a rispondere ai moderni criteri di sicurezza in materia di rischio sismico e antincendio”

“Davanti a questo quadro c’è chi si vorrebbe mettere una “pezza” burocratica, stabilendo che una scuola è sicura per decreto. Secondo noi queste scuole devono essere sicure davvero, non solo perché lo dice un atto governativo tampone” commenta Caterina Orlandi che conosce la situazione delle scuole italiane per professione, come psicopedagogista e oggi alla direzione dell’area di ricerca azioni di sistema di Indire, Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa.

“Durante la mia presentazione avevo richiamato l’attenzione sulla necessità di maggiori e migliori investimenti per l’edilizia scolastica. Ribolla come ogni altro caso analogo si risolve solo così: meno interventi tampone o battaglie legali e più investimenti nella messa in sicurezza delle scuole – conclude Orlandi – e a chi chiede dove prendiamo i soldi rispondo: iniziamo a tagliare gli emolumenti ai politici, consiglieri regionali inclusi, e togliamo il 2×1000 ai partiti. Non avremmo tutto il necessario da questo, ma qualcosa si otterrebbe. Con 120mila euro tagliati dai propri stipendi i consiglieri regionali M5S stanno consentendo una decina di interventi di edilizia scolastica. Immaginiamo se lo avessero fatto tutti i gruppi politici”

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