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“Ricostruire in Comune”: «Le tariffe del Fiora sono le più alte: ma nelle case manca l’acqua»

ROCCALBEGNA – L’estate 2017 è stata la più calda degli ultimi 150 anni, ancor più calda di quella del 2015 e del 2012. Le precipitazioni sono state scarse e molti boschi sono stati seriamente minacciati dalla carenza di acqua.

«Nel Comune di Roccalbegna abbiamo vissuto un’emergenza idrica impressionante: fiumi e torrenti prosciugati, servizio idrico messo in ginocchio e centinaia di autobotti che da giugno a dicembre hanno viaggiato avanti e indietro dall’Amiata a Roccalbegna». Afferma “Ricostruire in Comune”. «La carenza di acqua ha creato molti disagi alla popolazione del Comune di Roccalbegna. Durante il periodo dell’anno più florido per il nostro territorio, quando l’afflusso di turisti è massimo e bar, agriturismi e ristoranti lavorano a pieno regime si sono registrati non pochi disservizi da parte dell’Acquedotto del Fiora. In molti casi l’acqua è mancata per più di 24 ore e il servizio idrico non è stato in grado di rispondere prontamente ai numerosi solleciti da parte di una popolazione prevalentemente anziana».

«Il danno all’economia locale è stato considerevole e i gravi disagi degli abitanti del Comune sono stati in parte arginati solo dallo spirito solidaristico delle comunità dei vari paesi – prosegue la nota -. Di frequente, infatti, i più giovani portavano dalle fontane l’acqua in casa degli anziani. L’allarme idrico purtroppo continua a condizionare negativamente la vita di intere famiglie del Comune di Roccalbegna: da emergenza è diventato sistema, da provvisorio è diventato ordinario. Sicuramente all’origine del problema ci sono le avverse condizioni meteo che hanno attraversato il nostro territorio negli ultimi anni. Ma quanto potremo andare avanti in questo modo? Per quanto ancora dovremo pagare (e a che prezzo) delle autobotti per trasportare acqua potabile nel nostro Comune?».

«I cambiamenti climatici in atto ci impongono una seria riflessione sull’approvvigionamento della risorsa idrica da qui ai prossimi anni – prosgue “Ricostruire in Comune” -: per evitare la situazione creatasi durante l’estate 2017, dobbiamo fare investimenti, in modo da prevenire future condizioni di crisi. Dati ISTAT confermano che gli acquedotti Toscani perdono in media il 40% dell’acqua a causa della scarsa o inutile manutenzione di infrastrutture idriche obsolete. Istituzioni e gestori delle reti ci ripetono che non ci sono risorse per effettuare investimenti e che ci dobbiamo accontentare dei servizi che ci vengono garantiti. Ma davvero è così? Davvero siamo così ciechi da non vedere una soluzione a questo disastro?»

«Dati di Cittadinanza Attiva (2016) confermano una situazione ormai consolidatasi nel corso degli anni: le tariffe dell’Acquedotto del fiora e gli incrementi annui delle stesse sono i più alti d’Italia! Solo dal 2014 al 2015 le tariffe hanno subito un incremento del 18%, mentre nel periodo dal 2007 al 2015 sono raddoppiate (+101,5%). Ma dove vanno a finire questi soldi se la situazione reale è quella appena descritta? Acquedotto del Fiora s.p.a. nel 2017 ha ripartito 4 milioni di euro di utili ai propri azionisti, di cui 1,6 milioni sono andati a Ombrone s.p.a., società di proprietà di Banca Monte dei Paschi di Siena e ACEA s.p.a.».

«È evidente che di fronte a questa situazione, se vogliamo che in futuro il diritto all’acqua sia garantito, dobbiamo attivarci e far sentire la nostra voce – precisa “Ricostruire in Comune” -. Per questo, come gruppo di opposizione del Comune di Roccalbegna ci siamo attivati per una raccolta firme in cui chiediamo al Sindaco Massimo Galli di esprimersi sui seguenti contenuti mediante l’adozione di un atto che:

  • solleciti ad Acquedotto del Fiora per la realizzazione di periodici controlli alle infrastrutture acquedottistiche di proprietà comunale al fine di evitare eventuali sprechi d’acqua e di risorse economiche pubbliche, rincari nelle bollette e disagi alla popolazione;
  • richieda ad Acquedotto del Fiora di fornire informazioni periodiche alla popolazione sullo stato delle riserve idriche, in modo da prevenire situazioni di disagio e nel rispetto della normativa nazionale, regionale e dell’Autorità Idrica Toscana;
  • richieda ad Acquedotto del Fiora, di cui il Comune di Roccalbegna è azionista, di investire i propri utili per l’adeguamento delle infrastrutture agli effetti dei cambiamenti climatici;
  • richieda ad Acquedotto del Fiora di potenziare la captazione, ad oggi evidentemente troppo superficiale, per far fronte in modo costante alla domanda di acqua».

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