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“La scuola deve formare coscienze libere”, Gioventù Identitaria critica la lezione di Smuraglia

GROSSETO – Anche Gioventù Identitaria interviene in merito alla lezione tenuta da Carlo Smuraglia sulla Costituzione, criticando aspramente la scelta dell’Istituto Fossombroni.

Secondo Gioventù Identitaria la scelta dell’Istituto è una scelta di parte “Ancora una volta – dicono da GI – la buona scuola della sinistra e della democrazia relativa non tarda a manifestarsi, legittimando l’unico soggetto deputato a parlare di Costituzione, ovvero l’ANPI, appellandosi agli ormai consolidati strumenti, che hanno permesso alla sinistra medesima di serpeggiare e incancrenirsi cronicamente nelle istituzioni scolastiche, in barba agli altri profili e luminari accademici della giurisprudenza, come De Siervo, Onida, Zaccaria, Zegrebelsky”.

L’attacco di Gioventù Identitaria prosegue e si indirizza verso noti insegnati locali, impegnati, secondo il movimento, a plagiare coscienze “A fare da contorno nel capoluogo maremmano, infine, vi è l’opera di apologia della Resistenza e reclutamento risorse umane, da parte di noti “insegnanti” locali, alcune di queste conosciute per cariche amministrative ricoperte nel governo locale della città – scrive GI – Le stesse infatti, con strenua volontà, si spendono per realizzare un trattamento educativo, fatto di dosi di antifascismo, partecipazione ai cortei ANPI e pillole politiche strumentali alla canonica recita del “picchiare fascista è cosa giusta”, come il buon Padre Enrico Rossi comanda nei vari distretti del Soviet Toscano, riuscendo, ora più che mai, nella fervente epoca del decadimento delle personalità educative, a plagiare giovani menti, pronte il prima possibile a pensare e parlare dall’alta imposizione”.

Gioventù Identitaria spende parole feroci anche per l’operato della Regione Toscana “Nulla di nuovo sotto il sole: è ben noto infatti, che la Regione Toscana stanzi somme ingenti per le finalità perseguite dall’ ANPI – sottolinea il segretario provinciale, Generoso Petrillo – come ad esempio i 100 mila euro investiti per scongiurare la chiusura del museo di S Anna di Stazzema, lo scorso Novembre 2017; ma possiamo citare anche il sostegno a Radio Cora, emittente clandestina che teneva vivi i rapporti tra Resistenza e alleati, per non parlare inoltre, dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza del 900, e tanto altro ancora”.

“Investire in concetti e simboli vuoti, come resistenza e pugno chiuso – conclude il segretario – determineranno il progressivo deterioramento di uno stadio evolutivo già avanzato, deturpando la scuola, luogo in cui si dovrebbero produrre segmenti culturali che rendano le giovani anime, libere ed autentiche, non polli da allevamento”.

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