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Azienda sequestrata, il sindaco respinge le accuse: «Nessun accordo politico in cambio di voti»

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SORANO – «Un tema delicato e tremendamente serio come quello della San Giorgio, alla luce anche del provvedimento di sequestro disposto dalla magistratura e della pesante situazione nella quale si sono venuti a trovare i dipendenti e le aziende dell’indotto non meriterebbe attacchi frutto di interpretazioni poco informate, o addirittura sbagliate, nei confronti del Comune di Sorano». A parlare sono il sindaco di Sorano Carla Benocci, il vicesindaco Pierandrea Vanni, gli assessori, Tiziana Peruzzi, Andrea Taviani, Roberto Zamperini.

«La dichiarazione del sindaco, all’indomani del sequestro (“non ci sono gli estremi perché sia necessaria un’ordinanza sindacale a tutela della salute pubblica”), come poi ha spiegato lei stessa, faceva seguito ad una telefonata con i carabinieri del Noe i quali, fra l’altro, a sua richiesta rispondevano che il sequestro disposto dalla magistratura rendeva non necessario ogni altro provvedimento – prosegue la nota del comune -.  In questi mesi ci sono stati numerosi contatti fra il sindaco, Arpat e carabinieri e il sindaco ha chiesto di essere costantemente informata anche ai fini di eventuali provvedimenti da adottare. Nell’ultimo scambio di e-mail il responsabile di Arpat Grosseto ha fatto sapere che essendo in corso un’indagine giudiziaria non poteva fornire nessun tipo di informazione».

«Si aggiunge che l’amministrazione comunale ha sollecitato la proprietà ad adottare quegli interventi atti a rimuovere carenze o criticità in campo ambientale tenendo conto di quanto previsto dal piano strutturale e in tal senso a livello tecnico ci sono stati alcuni approfondimenti da sottoporre poi alla Regione Toscana. Non aver partecipato ad una riunione nella quale sono stati messi assieme temi diversi come la geotermia, la stessa San Giorgio ed altri, non può offrire il pretesto per accusare un’amministrazione di insensibilità o di disinteresse. Preme infine respingere con forza l’insinuazione contenuta nel documento firmato solo con una sigla nel quale si parla di “vecchi accordi politici per qualche manciata di voti”. Il sindaco, la giunta e la maggioranza attuale, come il sindaco, la giunta e le maggioranze precedenti, non hanno sottoscritto accordi politici con nessuno né li hanno ereditati, tanto meno per manciate di voti.  Un’ultima osservazione. Il sindaco di Sorano ha un nome e un cognome, e così i componenti la giunta, Il Comitato MaremmaAttiva si limita ad usare una sigla». Conclude la nota.

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