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Caldana in rivolta per la banca: «Questo paese muore, pronti a tutto». Le FOTO dell’assemblea fotogallery

CALDANA – I caldanesi dichiarano battaglia contro la chiusura della filiale della Monte dei Paschi. Per questo motivo si è svolta un’assemblea pubblica che ieri pomeriggio ha riunito gli abitanti della frazione con il sindaco Elisabetta Iacomelli e il capogruppo Pd della Regione Leonardo Marras. Molto partecipato, durante l’incontro è emerso che molti dei presenti ha appreso la notizia della chiusura da parte della stampa o tramite passaparola, incluso il sindaco stesso.

«Gentile cliente, dal 22 gennaio la filiale di Caldana proseguirà la propria attività nei locali della filiale di Bagno di Gavorrano» c’è scritto nella lettera che hanno ricevuto gli utenti nei giorni scorsi, firmata dall’amministratore delegato di Monte dei Paschi. Eppure non è arrivata nemmeno a tutti, perché in un momento in cui la “razionalizzazione” e i “piani industriali” sembrano le parole d’ordine, anche le Poste non sono ancora riuscite a consegnare a tutti gli utenti l’avviso della banca. In un contesto di crisi generale, sofferto soprattutto dalle frazioni limitrofi e aree rurali, la notizia è arrivata come uno schiaffo in faccia ed è stata appresa con molta rabbia. Venti giorni di tempo per i cittadini per riorganizzarsi. «Non è giusto», su questo sono d’accordo tutti.

Il sindaco Elisabetta Iacomelli, che ieri mattina ha incontrato i vertici locali del gruppo bancario, si è mostrata poco ottimista e «perplessa». Durante l’incontro si è dichiarata dalla parte dei cittadini, consapevole comunque che anche a lei sono legate le mani a riguardo. Sono decisioni dell’azienda in cui l’amministrazione non ha voce in capitolo. «Adesso però, basta –ha detto-. Mi sento come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ogni sei mesi c’è una crisi sul territorio, tra le Poste, la Coop, la filiale Monte dei Paschi di Gavorrano. Le lotte si sono fatte tutte, il problema è trasversale».

Anche dall’incontro non sarebbe uscita soddisfatta. La banca ha rassicurato di mantenere il servizio del bancomat e uno sportello virtuale, vale a dire, una cassa continua digitale in cui versare contanti e fare semplici operazioni bancarie. La prima cittadina, in segno di protesta, tiene in considerazione di spostare il conto corrente della Tesoreria del Comune in un altro istituto, anche in virtù della chiusura dello sportello di Gavorrano capoluogo. Questo significherebbe l’uscita dal contratto con la Monte dei Paschi, con cui è legata fino al 2019, prima della sua scadenza.

Anche Leonardo Marras, oltre a mostrarsi disponibile nei confronti dei cittadini e aperto verso ogni spunto di strategia, ha dichiarato di non avere potere decisionale, ma ha rassicurato di fare ciò che il suo ruolo permette. Infatti, presenterà al prossimo consiglio regionale, in programma per il 17 gennaio, una mozione che interviene proprio sul sistema bancario delle aree limitrofe e in cui sostiene la capillarità degli sportelli sul territorio.

«L’unica cosa che possiamo fare – ha detto- è chiedere formalmente ai vertici del gruppo bancario una riflessione seria sulla chiusura dei loro sportelli. In aree rurali come questa, la presenza di uno sportello bancario ha un’importanza sociale fondamentale, anche per l’interesse economico della banca stessa che è nata proprio con tali principi. La politica deve stare fuori dalle banche, e questo è fondamentale, ma se un presidente di Regione si preoccupa per le conseguenze sociali del suo territorio causate da queste chiusure, non può comunque essere ignorato. Non vi assicuro nessun risultato ma non staremo nemmeno in silenzio».

 

Ai caldanesi, in ogni caso, non basta e non gli va per niente giù la chiusura del loro sportello previsto già prima della fine del mese, anche perché si aggiunge a una serie di chiusure tra negozi e servizi in piena tendenza verso una discesa sociale della loro frazione. Per quanto abbiano apprezzato la presenza dei politici, un cittadino ha fatto notare che «siamo stanchi delle parole, a nessuno importa più soprattutto degli anziani e questo posto sta morendo».

«Anche al supermercato i servizio si stanno diradando – hanno aggiunto altri abitanti- ormai non c’è più nemmeno il banco della macelleria». Piccole gocce, di cui la chiusura dello sportello bancario è una sola, che sommate fanno pensare a uno sviluppo in un’unica direzione: lo spopolamento della frazione.

«Se devo andare fino a Bagno di Gavorrano per la banca– è intervenuta una signora-, a questo punto vado a fare la spesa al supermercato grande dove trovo tutto, faccio la colazione al bar lì, così come termino tutte quelle commissioni grandi e piccole che ho da fare. A Caldana, alla lunga, nessuna attività avrà più senso».

Infatti, non è la chiusura dello sportello per sé che preoccupa i cittadini bensì la consapevolezza che di questo passo, della loro amata frazione, non resta che un’ombra di quello a cui in realtà ambisce.

Il dibattitto, infatti, oltre a chiedere a voce alta l’aiuto dai “piani alti” è stata anche l’occasione per mettere insieme delle strategie tra i cittadini, perché i caldanesi non intendono affatto arrendersi a una decisione «mal comunicata, ambigua e ingiusta». Tra tutte le proposte, tre sono le azioni con cui i cittadini, al di là delle azioni politiche, vorrebbero farsi ascoltare. Innanzitutto una lettera da parte di tutti i risparmiatori (e non solo, perché Caldana ancora si vanta di essere legata in una comunità) da spedire ai vertici della Monte dei Paschi. Inoltre, e sempre nello spirito dell’unione, gli utenti legati alla Monte dei Paschi considerano di togliere i propri risparmi alla banca per passare a un altro istituto bancario e, infine, i caldanesi vorrebbero chiamare in assemblea tutti quei comuni o quelle frazioni della provincia di Grosseto, ai quali è stato annunciato la chiusura dello sportello MdP per azioni condivise.

Per il momento, dovuto anche al breve preavviso da parte della Monte dei Paschi, che di fatto lascia poco tempo e spazio ad azioni importanti da parte di nessuno, il destino della filiale sembra più che incerto. Dall’altra parte, l’effetto sociale e di conseguenza anche l’interesse economico del gruppo bancario non sono da considerarsi banali.

Leonardo Marras, da parte sua e a numerosa richiesta del pubblico presente, è andato via con una promessa: «Appena esco di qui, manderò un messaggio al presidente della Regione e racconterò quello che succede qui a Caldana. Farò quello che è nelle mie mani di fare, anche se non posso promettere che sarà abbastanza. Faremo tutto il possibile con la consapevolezza che sarà difficile».

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