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La cultura, la città e un nuovo impegno in politica. Gianni Lamioni si racconta: «Ce lo chiedono tutti di correre. Sceglieremo presto»

GROSSETO – Nuovo anno e nuove sfide per Gianni Lamioni. Il “patron” del gruppo Atlante è pronto a lanciare nuovi progetti dopo aver presentato il suo ultimo libro “Vivere e morire in Maremma” – scritto a quattro mani con David La Mantia -, che in pochi giorni ha venduto più di 400 copie. Mille idee e tanti progetti, tra questi per esempio la nuova sede della sua azienda, e forse anche un nuovo impegno in politica.

Nell’anno che ha consolidato l’intuizione di dare vita alla Fondazione Atlante, Gianni Lamioni ha messo in cantiere decine di progetti e, pur senza troppo clamore mediatico – scelta voluta da lui stesso per dedicarsi al “fare” – ha ottenuto risultati importanti che fanno presagire un 2018 che lo vedrà impegnato su più fronti. Ma Lamioni preferisce guardare al futuro e del 2017 appena trascorso parla velocemente.

«La Fondazione presieduta da Viola, mia figlia – dice Lamioni – mi ha dato la possibilità di dare le gambe a quei progetti che a volte si sono scontrati con le maglie strette della burocrazia. Avevo voglia di farli volare e avevo voglia di dare la possibilità a tante idee di giovani brillanti che mi sono vicini di vedere la luce. Così ha avuto un successo enorme – e ne sono fiero – il corso Asta per la tutela dell’ambiente, così la passione per la cultura e la scoperta di giovani talenti, così le borse di studio per i ragazzi grossetani che sono davvero sempre nei miei obiettivi. La Fondazione Atlante sta crescendo e anticipo che si aprirà sempre di più alla gente, con strumenti nuovi, tecnologici e anche un po’ rivoluzionari. Ci sono così tante persone che si rivolgono a noi che quasi rimaniamo sbalorditi. Segno che c’è bisogno di orecchie nuove per ascoltare bisogni crescenti soprattutto in ambito culturale e di sviluppo delle nuove generazioni. Abbiamo sostenuto tante iniziative e porteremo a breve a Grosseto la mostra di Giovanni Dupré».

Fondazione a parte, nel cassetto di Lamioni scalpita anche “Passione Grosseto”, il progetto politico che ha portato Rinaldo Carlicchi in consiglio comunale con un’opposizione serrata e un lavoro concreto e quotidiano. «Rinaldo Carlicchi, Jacopo Tonelli, Gianluigi Ferrara – spiega Lamioni – stanno portando avanti bene il movimento. Ci sono idee, ci sono competenze e un gruppo che si è arricchito nel tempo e che ha voglia di fare bene. In questo io stesso ho potuto constatare la crescita di tanti giovani e tante donne che giorno dopo giorno hanno sostenuto le nostre battaglie politiche tutte a favore dei cittadini grossetani».

Durante la presentazione del suo libro al cinema Aurelia Antica il 15 dicembre Lamioni ammise di fronte a quasi duecento persone di essere stato contattato più volte dalla politica, con pressioni e proposte anche a livello nazionale. «C’è un gruppo dirigente con le idee molto chiare – dice Lamioni – e sarà quel gruppo dirigente di Passione Grosseto a decidere nel tempo cosa il movimento e i suoi rappresentanti dovranno fare. Non nascondo il pressing costante dei moderati sia dall’area di centrodestra che dal centrosinistra. Il pressing riguarda sia me sia il movimento. La certezza però è che io sono indisponibile mentre per Passione, sarà il gruppo dirigente a decidere se restare fuori dalla politica nazionale – e quindi mantenere il carattere esclusivamente civico – oppure se aderire a uno dei due schieramenti dei moderati. In questo caso la scelta avrebbe conseguenze anche a livello locale e per le prossime elezioni amministrative, sarebbe di fatto una scelta anticipata. Vedremo. Io posso solo dire che abbiamo una serie di incontri nei prossimi giorni che ci porteranno verso la strada da intraprendere. Se decideremo di correre, correremo. La scelta però è solo nostra perché chi doveva chiedere ha chiesto».

La Fondazione, la politica e l’azienda che Gianni Lamioni non vede solo come lavoro, ma come una grande famiglia. «L’Atlante non è un’azienda, è una famiglia e i miei non sono dipendenti, ma persone che condividono le mie scelte, mi seguono e che io ascolto sempre anche se a me tocca la parte difficile, quella delle decisioni. Intanto a metà anno cambiamo sede e realizziamo grandi progetti di restauro in Toscana (a Cortona e presto anche a Firenze). In azienda mi sento come alla Confartigianato, un gruppo di migliaia di artigiani, di famiglie che ho l’onore di presiedere da più di dieci anni. L’associazione è un grande gioiello di organizzazione con un grande direttore Mauro Ciani e un gruppo dirigente di qualità e di professionisti. La sfida nel 2018 è fondere la Confartigianato Grosseto con quella di Livorno per dare vita a un’entità grande, una delle più grandi in Toscana e il mio gruppo dirigente mi chiede di essere alla guida anche in questa partita. Per la squadra di calcio a 5 si apre un anno importantissimo e già a gennaio inaugureremo con una grande festa il palazzetto che abbiamo realizzato con un enorme sforzo economico. La mia città è invitata e come sempre so che sarà vicino a me».

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