Caos Gazebo, «i commercianti rischiano la chiusura». Opposizione: «Maggioranza incapace di governare»

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GROSSETO – L’opposizione torna sulla vicenda dei Gazebo denunciando una situazione mai risolta che mette in difficoltà esercenti e commercianti di Grosseto. Una situazione che per il Partito democratico e la Lista Mascagni è stata gestita male dall’assessore Fabrizio Rossi e dall’amministrazione Vivarelli Colonna.

«Siamo profondamente preoccupati per come l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi sta gestendo la nota vicenda dei gazebo. Un modus operandi, quello dell’assessore di FDI, che sta mettendo a dura prova decine di esercenti, le loro famiglie ed i loro dipendenti, e che rischia seriamente di provocare la chiusura delle attività.

“L’antefatto è noto. Nel settembre 2016 l’ass. Rossi tentò di introdurre alla chetichella una modifica del RIEC (Regolamento Igienico Edilizio Comunale) che avrebbe vietato – tra le altre cose – la realizzazione di gazebo nel centro storico. L’opposizione se ne accorse e seguì un’accesa discussione durante la quale emerse che una parte della maggioranza, capitanata dal capogruppo di FDI Ceccherini, era del tutto contraria all’esistenza dei gazebo. Le nostre proteste, non sono state però tenute in alcuna considerazione. Sono seguiti mesi di incertezza, di retromarce e di promesse di rapide soluzioni».

«Il risultato, dopo un anno e mezzo, è sotto gli occhi di tutti: molti commercianti si sono scoraggiati e non hanno neppure partecipato ai bandi per l’assegnazione delle aree per i gazebo; i pochi che sono stati ammessi, si trovano ancora oggi nell’impossibilità di realizzare i gazebo e sono sempre più esasperati. Questa triste vicenda è l’emblema dell’incapacità amministrativa della maggioranza che governa il Comune».

«Ai proclami sulla stampa, alla presenza assidua nei social, ai selfies, alle offese all’opposizione quando osa criticare, fa da contraltare la totale incapacità di risolvere i problemi concreti della città. La questione dei gazebo, peraltro, non riguarda solo il destino dei titolari delle attività, delle loro famiglie e dei loro dipendenti, ma riguarda tutti. Se chiude un gazebo, non perdono “solo” il lavoro alcune persone (fatto, in sé, di estrema gravità), ma viene meno il presidio naturale di uno spazio della città che viene così regalato al degrado. Ecco perché frapponendo continui ostacoli al tessuto economico, si rende la città meno coesa e meno sicura.E questo, paradossalmente, proprio ad opera di chi si diletta quotidianamente in proclami sulla sicurezza».

«Anche l’assessore all’urbanistica può fare molto per l’economia e la sicurezza della città. Un modo è quello di risolvere – anche se fuori tempo massimo – il pasticcio dei gazebo da lui creato. Non ci interessa che ammetta che avevamo ragione noi. Basta che lo faccia».

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