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«Scarlino è allo stremo». La denuncia dell’opposizione: «Il sindaco si dimetta»

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SCARLINO – «Scarlino è allo stremo e il sindaco Stella non fa niente per alleviare o contrastare la lenta agonia e il declino inesorabile che avvolge il nostro comune». L’attacco diretto a Marcello Stella è del gruppo consigliare scarlinese “Il coraggio di cambiare”, un attacco duro come di consueto quando parla del lavoro della giunta Stella, con la richiesta di sempre: “Sindaco si dimetta!”, ma stavolta tramite una nota inviata alla stampa, il gruppo consigliare ribadisce di non voler più essere accusato di “sciacallaggio” da «chi è incatenato alla sua poltrona, reso ostaggio della sua bramosia di potere politico in cui sguazza da più di un quarto di secolo» e neanche «vogliamo più sentirci dire che va tutto bene. Il Sindaco si assuma le responsabilità che il suo ruolo pretende».

Il testo, in realtà una lunga lettera aperta a Marcello Stella, elenca l’ennesima esasperazione dell’opposizione sui temi discussi in consiglio comunale, tenutasi ieri mattina. «Ancora una volta –scrivono i consiglieri Faenzi, Magagnini, Travison e Pastorelli- si presenta a quest’assise con un ordine del giorno che tratta solo temi ordinari e delibere tecniche, privo di qualsiasi atto politico programmatico e di indirizzo che affronti le gravi problematiche che affliggono il nostro comune».

«E’ imbarazzante la dichiarazione di voto sul Coeso presa come punto fondamentale all’ordine del giorno, mascherando di fatto le vere problematiche comunali, nessuna parola è stata pronunciata mantenendo un silenzio assordante sulla spada di Damocle che si sta abbattendo sulla comunità agricola di Pian d’Alma (concessionaria di poderi demaniali) che si vedrà costretta a decidere del proprio futuro; accettare un aumento dei canoni dal 400% o al 600% o rinunciare al bene, che rappresenta una vita intera di enormi sacrifici».

La lista degli argomenti da trattare, secondo il gruppo consigliare, sarebbe invece di tutt’altra natura e riguarderebbe soprattutto le gravi conseguenze sulla popolazione della crisi economica e sociale e una programmazione territoriale a lungo termine.

«Cantieri edili incompiuti, unità immobiliari invendute, immobili e aziende all’asta –elencano i consiglieri-, una ciclabile che collega Follonica al Puntone priva d’illuminazione, che da anni penalizza le attività commerciali della località balneare scarlinese, il capoluogo abbandonato a se stesso, privato della propria dignità è morente e senza futuro per le vostre scelte scellerate. Questa difficilissima situazione ha come corollario una drammatica questione sociale. Non c’è lavoro e la disoccupazione ha raggiunto altissimi livelli tra la popolazione in età lavorativa, le famiglie sono allo stremo e i pensionati in gravi difficoltà. Nel tempo l’aumento di atti criminosi ha fatto crescere l’insicurezza e la paura tra la popolazione, paura reale e non percepita, i fatti di cronaca stessi sono sufficienti a giustificarla.

Anzi, qualcosa avete fatto per rendere ancora più gravosa questa situazione avete aumentato senza ritegno alcuno, la pressione fiscale diretta. In questo siete stati bravi e celeri. Avete la tassazione sotto ogni forma nel vostro dna politico». Anche sul piano strettamente politico i consiglieri di opposizione non risparmiano niente alla giunta Stella.

«Lei e la sua giunta –affermano-, i consiglieri di maggioranza e i partiti che vi sorreggono Pd, Psi e Sinistra Italiana, avete dimostrato di essere assolutamente inadeguati a svolgere il ruolo per il quale siete stati eletti. Vi siete limitati nel tempo a favorire e alimentare le vostre clientele politiche perdendo di vista un piano di sviluppo e crescita a lungo termine non riuscendo ad attrarre investimenti ed investitori. Governare un Comune, richiede doti che Lei e tutti voi avete dimostrato di non avere. Questa triste commedia ha come prologo la sua campagna elettorale di allora con i propositi di discontinuità rispetto alla passata amministrazione di cui Lei era vicesindaco. Le promesse di cambiamento, proclamandosi come il “volto nuovo”, libero da vincoli di partito, questo è quello che ribadiva e sottolineava con enfasi sapendo di mentire, visti i suoi 25 anni di militanza politica, tra incarichi di spicco nelle giunte scarlinesi e sindacato».

«Le vostre liti interne –continua-, le scissioni all’interno della maggioranza con le dimissioni del vicesindaco Radi e la nascita di un nuovo gruppo consigliare (solo per demarcare un distinguo per fini elettorali, propagandistici e speranze “poltronistiche”), gli screzi con l’ex sindaco Bizzarri, i vostri ricollocamenti con un nuovo vice sindaco Stefanelli non eletto a farle da supervisore per conto del Pd, i rimpasti della giunta, l’assessore Niccolini che si dimette con la scusa della carica a segretario del Pd scarlinese solo con l’intento di crearsi una nuova verginità politica oramai persa da tempo, in vista delle elezioni e le difficoltà nel trovare un nuovo assessore per sostituirlo, l’assessore all’istruzione Mencuccini che risponde in modo irrispettoso ad un gruppo di mamme in consiglio comunale per aver legittimamente fatto domande sul nuovo plesso scolastico sono i segnali eclatanti di nervosismo e dello stato di malumore e insofferenza che attraversa il vostro schieramento portando allo scoperto la palese crisi politica verso la sua governance. La ferita che avete creato nel tessuto sociale Scarlinese non è più rimarginabile potete solo aggravarla. Siete politicamente morti».

«Signor Sindaco –conclude la lettera-, non noi, ma la stragrande maggioranza dei cittadini, denunciano la sua inutilità. La popolazione non ne può più, è esausta, gli avete rubato la dignità, i sogni e le speranze precludendole il futuro. A seguito di queste amare considerazioni, la invitiamo a rassegnare le sue dimissioni insieme alla sua giunta permettendo cosi di ridare la parola ai cittadini. Questo suo estremo atto di coraggio non le eviterà di essere ricordato come il peggior sindaco che Scarlino abbia avuto fino ad oggi, ma come il primo forse l’ultimo di sinistra con la dignità di dimettersi per il bene del nostro comune».

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