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Dalla Maremma all’Etiopia: in Africa per aiutare i bambini

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GROSSETO- Rientrati dalla missione in Etiopia i componenti della Società Naturalistica Speleologica Maremmana si sono dichiarati molto soddisfatti. Il programma prevedeva la partecipazione all’inaugurazione di una nuova Scuola di ben 12 gradi, dalle elementari alle superiori, che potrà ospitare circa 1500 alunni nella cittadina di Dubbo nel sud Etiopia, all’interno della Missione Cattolica dei Padri Cappuccini. All’evento erano presenti oltre 3000 persone fra i quali molti rappresentanti politici e amministrativi etiopi e le massime autorità del clero cattolico e ortodosso. Grandi ringraziamenti sono stati rivolti agli sponsors provenienti principalmente dal Trentino, dall’Alto Adige e dalle Marche.

Ci auspichiamo che proprio la scolarizzazione possa contribuire ad innalzare non solo l’indispensabile livello culturale, ma anche favorire un incremento economico a sostegno della popolazione che sicuramente trovando le giuste risposte nella loro terra, non penserebbero mai di dover migrare in paesi più sviluppati.

Il programma è poi proseguito con la visita ad un Centro di raccolta ragazzi di strada nella città di Soddo sostenuto dall’associazione Busajo Onlus di Firenze. Dal momento che la struttura non è ancora terminata la direttrice ha chiesto consigli tecnici per evitare di spendere male quegli importi che molto generosamente pervengono dall’Italia. Sono state così studiate soprattutto modifiche da apportare nei vari impianti idraulici per far sì di non sprecare troppa acqua considerata preziosa in queste terre. Durante la permanenza al Centro è stato possibile dedicare numerose giornate alle consuete esplorazione del territorio, prevalentemente alle ricerche archeologiche. Una nuova scoperta va ad aggiungersi così alle tante documentazioni già fornite in questi anni, questa volta non si tratta di arte rupestre, che già conta circa 70 siti, i più antichi databili a 5000 anni or sono, bensì di un sito preistorico con grandi strumenti in pietra, bifacciali, prodotti forse dall’uomo sapiens arcaico circa 200.000 anni fa. Nel futuro per poter indagare meglio il sito, avremo l’opportunità di coinvolgere una Università americana che sembra disposta a sponsorizzare la ricerca. Come le scuole sono molto importanti per una crescita culturale della popolazione, anche le nostre ricerche possono contribuire a creare posti di lavoro dai ricercatori universitari, agli operatori museali, alle guide turistiche.

Restando in tema Etiopia il presidente dell’associazione, Carlo Cavanna, è stato recentemente invitato ad un Convegno a Scandicci il 2 dicembre prossimo, dal titolo: Volontariato e Istituzioni: insieme per valorizzare i beni culturali, organizzato dall’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie storiche della Toscana, e terrà un intervento sui meravigliosi Monasteri ortodossi dell’Etiopia.

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