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“La Maremma risorgimentale: l’opera di Vincenzo Ricasoli”. Il Rotary ha accolto Niccolò Rosselli del Turco

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GROSSETO – Martedì 14 novembre u.s, il Rotary Club di Grosseto ha avuto il piacere di ospitare, accompagnato dalla figlia Sveva, il marchese Niccolò Rosselli del Turco, erede dei Ricasoli, la nobile famiglia originata dalla fusione di due casate medievali.

In una conviviale molto partecipata e ricca di autorevoli presenze locali, primo fra tutti il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il marchese, introdotto da Domenico Saraceno, ha relazionato su “La Maremma risorgimentale: l’opera di Vincenzo Ricasoli” di fronte a un pubblico particolarmente attento,

Militare, politico, diplomatico, ma anche insigne studioso di botanica e scienze agrarie, Vincenzo Ricasoli (1814-1891), fratello minore del più celebre Bettino, fu una figura complessa e straordinaria del Risorgimento che tanto ha avuto a che fare con la nostra Maremma.

“Vincenzo Ricasoli”, spiega Niccolò Rosselli del Turco “avrebbe avuto un diverso posto nella storia se non fosse stato offuscato dalla figura di suo fratello Bettino. Ho volute rendergli omaggio e riscattare la sua figura proprio attraverso questa pubblicazione”. Volontario toscano nella prima guerra d’Indipendenza, raggiunse a fine carriera il grado di maggiore generale e partecipò a tutte le campagne del Risorgimento nazionale. Vincenzo fu deputato all’Assemblea toscana nel 1859 e, tra il 1860 e il 1867, più volte eletto deputato al Parlamento per i collegi di Grosseto e di Scansano.

Fu nominato Senatore del Regno d’Italia nel 1881 per gli alti meriti patriottici. Insieme al fratello lavorò intensamente sul patrimonio familiare in Maremma acquistando nel 1855 la tenuta di Barbanella che, prima con l’uso pionieristico delle macchine per la mietitura, poi con l’introduzione della mezzadria, progredì velocemente.

“Il contributo di Vincenzo” continua il marchese “fu determinante anche nel campo delle scienze. Sviluppò i suoi interessi botanici pubblicando saggi sull’argomento e nel 1869 impiantò nella sua proprietà a Porto Ercole (la c.d. Casa Bianca) un orto botanico, che dopo venti anni contava 1860 diverse specie. A seguito di un suo legato testamentario, a Porto Ercole fu costruito un asilo infantile che per cinquant’anni operò in favore dell’infanzia del paese.

Ma perchè Vincenzo decise di venire proprio la Maremma e cosa lo spinse a stabilirsi a Porto Ercole, acquistando da un Governatore dello Stato dei Presidi la Casa Bianca, neppure il suo discendente marchese Niccolò Rosselli del Turco sa spiegarlo del tutto. Probabilmente rimarrà un mistero, uno dei tanti che costellano la nostra bella terra.

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