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«Via Uranio? Non esiste più!» La protesta dei cittadini dopo il taglio dei pini fotogallery

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GROSSETO – «Via Uranio? Via Uranio non esiste più». È amareggiata la signora che ci ferma mentre scattiamo foto ai tronchi tagliati dei pini. L’avvio del taglio degli alberi sulla lunga via che attraversa Barbanella ha scatenato opinioni e sentimenti contrastanti. C’è chi sembra favorevole («in città queste piante non vanno bene»), e chi invece è addolorato e contrario.

Al momento ad essere tagliata è la prima fila di alberi, da un solo lato della strada. La promessa e a sostituirli quanto prima con piante più adatte. Ma a molti questa scelta non va giù. «Che fate le foto ricordo – chiede un signore a braccetto con la moglie -? Siete arrivati tardi, non c’è più niente da fotografare». L’odore di resina è forte; continua ad uscire dai tronchi violati.

Questo degli alberi è, da sempre, uno degli argomenti che più infervora e divide i cittadini: molti anni fa una polemica simile si sviluppò su via della Pace, sotto la giunta Antichi, e poi ancora, con Bonifazi sindaco, per i tagli a Principina. Insomma, uno scontento più che mai bipartisan. La nostra presenza in breve tempo richiama alcuni cittadini sulla via. «Dicono che contando gli anelli si possa sapere quanti anni hanno – racconta una donna – io non lo so fare, ma non ne ho bisogno, erano piccoli quando è nata mia figlia, sono cresciuti insieme».

«Ho 76 anni – racconta un uomo – qualunque cosa piantino non farà in tempo a crescere per fare ombra alla mia casa, né io farò in tempo a vedere di nuovo questo viale alberato. Ora è inverno, ma d’estate chi viene a fare ombra al mio balcone?».

«I pini stanno bene in pineta – interviene un altro – in città rovinano le strade, le tubature del Fiora e le fondamenta delle case, non ce li dovevano piantare. E poi col vento i rami sono pericolosi». «Son qui da prima delle case – interviene una signora – forse non dovevano costruire le case così vicine semmai. Ma inutile dire cosa dovevano o non dovevano fare 40 o 50 anni fa, non si ragionava come ora, allora, piuttosto si doveva fare di tutto per salvarli oggi: gli alberi sono ossigeno, e i pini lo sono d’estate e d’inverno. Che ci vogliono mettere al loro posto? Du’ alberelli stenterelli che quando fa freddo stanno lì secchi e spogli? Siamo in Maremma, in Maremma ci sono i pini. E questa era la via più bella di Grosseto e della Maremma, e invece tra poco non resterà più nulla».

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