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Salute, le istituzioni ascoltano la comunità. Due giorni di incontri sulle politiche sociali

GROSSETO – Due giornate per approfondire le politiche sociali sul territorio: è “Benessere e comunità – per un nuovo welfare locale”, il convegno voluto e organizzato da Coeso Sds al polo universitario. Giovani e stili di vita, salute e welfare locale, contrasto alla povertà, accoglienza e integrazione: questi gli argomenti delle quattro sessioni tematiche in programma per giovedì 16 e venerdì 17 novembre.

“L’iniziativa – commenta Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso – deve essere l’occasione per la comunità locale di riflettere su se stessa, non soltanto per far emergere gli aspetti da migliorare, ma anche e soprattutto per costruire concretamente nuove e innovative soluzioni per fronteggiare le difficoltà e fornire risposte ai bisogni. E questo è un passaggio ineludibile, da sviluppare proprio in questo momento storico in cui sta prendendo avvio la fase di programmazione sociosanitaria ed è necessario ripensare i modelli del nostro agire”.

La mattina di giovedì, presieduta da Mirella Milli, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Grosseto, è dedicata allo stile di vita dei giovani: ha protagonisti gli studenti del liceo Rosmini e alcuni esperti del settore che analizzano il rapporto dei ragazzi con le dipendenze, i metodi di prevenzione del disagio giovanile e i corretti stili di vita.

“Promuovere le giuste condotte deve essere un impegno costante da parte di tutte le Istituzioni – commentano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Mirella Milli, assessore alle Politiche Sociali – . Buone pratiche, strumenti di informazione e di formazione sono essenziali per generare modelli che i giovani possano seguire ed il Comune deve essere, in questo caso, un soggetto attivo nella fase importantissima della prevenzione”.

Nel pomeriggio si parla di welfare e salute con Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada e presidente di Sds, e Fabrizio Boldrini, direttore di Coeso: le nuove frontiere del welfare locale, lo stato di salute della comunità e le linee di programmazione sociosanitaria regionale.

“Questo convegno – afferma Francesco Limatola, presidente di Sds – è l’occasione per fare il punto sul tema del welfare in un momento di grande cambiamento per il settore che, in provincia di Grosseto, vedrà l’unione fra tre zone distretto e tre Società della salute già esistenti. Gli enti locali e le istituzioni hanno il compito di rispondere ai bisogni dei propri cittadini e ai loro continui cambiamenti con strumenti adeguati e nuovi servizi, affinchè il sociale non sia solo una spesa ma anche una risorsa per tutta la comunità e sviluppando un nuovo sistema di welfare generativo. Questo è anche il nostro obiettivo e ci confronteremo con soggetti diversi per capire come muoversi di fronte a realtà che presentano ogni giorno istanze diverse e hanno bisogno di risposte concrete e veloci”.

Venerdì si tratta, invece, il tema della povertà e dell’inclusione sociale con Don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana, e il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni: si presenta il rapporto 2017 su povertà giovanile ed esclusione sociale in Italia, come sviluppare politiche territoriali di contrasto alla povertà. Nel pomeriggio si affrontano le sfide dell’accoglienza e dell’integrazione con Vittorio Bugli, assessore regionale all’Immigrazione, attraverso la presentazione dei progetti nascenti sul territorio e un approccio multidisciplinare.

“Il coinvolgimento di Caritas – commenta Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto – in questa importante due-giorni di convegno nella ricerca di un nuovo modello di welfare locale vede la Chiesa di Grosseto convintamente impegnata a portare il proprio contributo di idee e di esperienza, frutto anche della sua storia bimillenaria, nella quale tante sono le esperienze che ne raccontano la capacità di stare dentro la realtà, spesso complessa, per trovare risposte di umanizzazione. Ed è bello e significativo che questo convegno cada proprio alla vigilia della prima Giornata mondiale dei poveri, che sarà celebrata domenica 19 novembre. Voluta da papa Francesco al termine del Giubileo della misericordia, viene a dirci che nella nostra riflessione su un nuovo modello di società non si può prescindere dai poveri, non solo come soggetti a cui tendere la mano, ma anche come punto di riferimento. Non si crea nessun nuovo modello sociale se non ci lasciamo cambiare lo sguardo dai poveri in carne ed ossa, che bussano alla porta della nostra esistenza e delle nostre città. E’ questo sguardo nuovo che, come Chiesa, vorremmo contribuire ad individuare tutti insieme, superando diffidenze, paure, rifiuti e lasciando, invece, che i poveri ci provochino a una conversione del nostro modo di guardare le fragilità altrui. Chiunque sia l’altro che abbiamo di fronte”.

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