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Lite sulle Mura: uno lo blocca mentre l’altro lo accoltella. Due persone arrestate

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GROSSETO – Uno lo teneva da dietro, mentre l’altro lo accoltellava più e più volte. Una lite per futili motivi, che è finita con un uomo operato d’urgenza e due arresti. Tutto risale al 5 novembre scorso, quando, sulle Mura di Grosseto, nella notte, un uomo è stato trovato in gravi condizioni, accoltellato.

In principio non è stato neppure possibile identificare l’uomo, che era privo di documenti, e che è stato operato d’urgenza vista la gravità della situazione. Solo le impronte digitali hanno consentito di risalire al nome del marocchino. Le indagini della Squadra mobile sono risalite all’autore materiale del tentato omicidio, un tunisino. Grazie alle intercettazioni e alle indagini i poliziotti hanno appurato che, oltre all’accoltellatore, era presente anche un’altra persona che aveva bloccato da dietro la vittima mentre veniva colpita. La lite era per di più nata per futili motivi.

I due, 21 e 22 anni, si sono poi separati, uno è andato a Firenze e l’altro a Livorno. Durante le indagini gli uomini della Questura hanno scoperto che il complice stava per giungere a Livorno, l’11 novembre, alla stazione, per incontrarsi con l’amico. Probabilmente stavano organizzando la fuga, tentando di farla franca. Per questo motivo la Squadra mobile di Grosseto, assieme a quella di Livorno, ha organizzato un servizio di controllo attorno alla stazione. I poliziotti hanno riconosciuto il primo dei due ricercati, con una sacca ed uno zaino di voluminose dimensioni. L’uomo si è recato nella piazza della stazione dove è salito a bordo di un mezzo pubblico, diretto verso il centro della città.

Seguito costantemente in piazza della Repubblica è sceso dall’autobus ed è entrato all’interno di un bar dove, dopo circa 15 minuti, è arrivato, a piedi, un secondo uomo che si è seduto con lui ad un tavolo esterno del bar. Il secondo uomo è stato riconosciuto come l’autore dell’accoltellamento. Entrambi sono stati fermati e sottoposti a perquisizione personale che ha consentito di rinvenire, all’interno della sacca e dello zaino, alcuni capi d’abbigliamento sporchi di sangue rappreso oltre a numerosi oggetti personali, telefoni cellulari e schede sim. Dall’analisi delle immagini acquisite dagli impianti di videosorveglianza si è riuscito ad appurare che i capi di abbigliamento sottoposti a sequestro erano stati indossati al momento della del reato.

I due, entrambi tunisini, sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio e trasferiti al carcere di Livorno. Il fermo è stato convalidato e i due stranieri sono al momento in carcere.

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