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Carne avariata in mense di scuole e presidi militari: un caso anche a Grosseto

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GROSSETO – Riguarderebbe anche Grosseto l’indagine “Malacarne” condotta dai Nas dei Carabinieri di Firenze nei confronti degli appartenenti di una presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di enti pubblici, frode nelle pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e falso. Nel mirino dell’inchiesta vi è la azienda Alessio Carni di Monsummano Terme.

carabinieri

La carne sarebbe stata distribuita in ospedali, mense scolastiche comunali e mense militari. Anche la mensa del 4° stormo veniva rifornita della carne di “Alessio carni”.

In alcuni casi le carni delle mense sarebbero state spacchettate per poi venire rietichettate con una data di scadenza ‘allungata’ nel tempo. Se venivano rimandate indietro dai clienti proprio per il cattivo stato di conservazione, la ditta le lavorava di nuovo per somministrarle altrove. La carne veniva dalla Toscana e veniva spacciata come di alta qualità seppur proveniente, per esempio, da animali anziani. Cinque ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari sono state emesse, mentre altre 19 persone sono indagate in stato di libertà.

Gli appalti pubblici aggiudicati da un’azienda di commercio carni del Pistoiese venivano vinti con il criterio dell’offerta più vantaggiosa economicamente. Ma gli alimenti somministrati erano carni potenzialmente nocive, avariate e contaminate. I quattro responsabili sono coloro che sono stati arrestati e trasferiti ai domiciliari, assieme al commercialista della società. Nei 19 indagati figurano dei veterinari della Asl, sei commercianti e i responsabili delle stazioni appaltanti tra cui anche militari. Questo perché le forniture andavano sia tra scuole e ospedali ma anche in 13 strutture dell’Esercito e dell’Aeronautica militari, due dei quali in Libano e in Gibuti. In totale sono trenta strutture civili e 13 militari. Mezza tonnellata di carne non conforme è stata posta sotto sequestro. Il nucleo antisofisticazioni e salute dei carabinieri precisa che non vi è nessun grave rischio per salute legato a queste carni: sarebbero state nocive solo in caso di consumo ‘seriale’, ossia continuativo.

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