
SCARLINO – “Diritto al lavoro e diritto alla salute non sono in contrapposizione, ma devono andare avanti di pari passo. Ed è compito della politica garantire un ambiente sano e un’occupazione stabile”.
È quanto affermano Marco Sabatini, coordinatore regionale di Sinistra Italiana Toscana e Massimo Borghi, coordinatore provinciale di Grosseto. “Sono passati quasi tre anni, era il febbraio 2015, quando presentammo in Consiglio regionale una mozione che aveva l’obiettivo di costruire un percorso per uscire dall’impasse dell’inceneritore di Scarlino, un impianto che rientra in una logica di smaltimento dei rifiuti superata e che, indipendentemente dalle prossime verifiche, risulta obsoleto e, lo dimostrano i fatti del passato, anche pericoloso. Quella mozione, che parlava di riconversione o realizzazione di un nuovo impianto (evitando la tecnologia dell’incenerimento), di continuità lavorativa e riutilizzo ed incremento della manodopera, di raccolta differenziata spinta non è stata presa in considerazione né dal passato governo regionale né dall’attuale. Sbagliando”.
“Il grido di allarme lanciato dalla Fiom Cgil rispetto alla situazione drammatica dei 50 lavoratori, così come l’intervento, in replica, ben dettagliato del Forum Ambientalista dimostrano tutta l’attualità di quel documento e la necessità che la politica e le istituzioni la smettano di contribuire all’ingiusto scontro tra diritto al lavoro e diritto alla salute – aggiungono Sabatini e Borghi – La politica deve prospettare una crescita alternativa, che già esiste e che, in questo settore, passa dalla riduzione dal riutilizzo e dal riciclaggio dei rifiuti. Con alla base una raccolta differenziata spinta. Esperienze fuori dai confini provinciali e regionali ci dicono che questo è possibile. Occorre rivedere il piano di smaltimento della Regione ed incentrare un nuovo modello economico di sviluppo: l’economia circolare funziona e l’Europa ce lo indica chiaramente. Perché allora non cominciamo a farlo anche noi?”.