No ai gessi alla Bartolina, il Comitato chiede aiuto a Marras. «In tanti abbiamo votato Pd»

GAVORRANO – Appello al consigliere regionale Leonardo Marras da parte del Comitato per la difesa del Bruna che in questi mesi si sta opponendo all’eventuale stoccaggio dei gessi rossi, prodotti nella stabilimento Venator di Scarlino, alla Bartolina, la cava che sorge a confine tra i Comuni di Gavorrano e Roccastrada.

«La invitiamo cortesemente a considerare – si legge nell’appello rivolto a Marras –, per le prossime scelte, il nostro appello: a nostro avviso l’ipotesi Bartolina ha un pessimo rapporto rischi/benefici, e tale scelta non può essere delegata ad un semplice responso tecnico. E non solo noi la pensiamo così, ma anche Legambiente, WWF, LIPU, ISDE Medici per l’Ambiente, Forum Ambientalista, i sindacati agricoli, i Comuni di Grosseto, Roccastrada, e immaginiamo anche Castiglione, e molti, moltissimi cittadini ed agricoltori.

Le rivolgiamo un appello, perché Lei è il più importante politico della zona, e perché si è sempre occupato di Tioxide e Solmine, conosce bene la questione, e sostiene giustamente che “non si butta niente”. Ma allora perché rischiare di buttare via importanti pezzi di turismo e di agricoltura e soprattutto di ambiente? Perché buttare via il più grande invaso idrico della zona, già pronto, progetttato, autorizzato? Non è una VIA che ci proteggerà dalle possibili conseguenze, la VIA protegge solo dalle responsabilità, anche Fukushima aveva la sua bella VIA.

Nella zona il fatturato di agricoltura e turismo è di gran lunga più importante di quello dell’industria, ed i ricavati restano tutti nel territorio, non vanno in qualche paese fiscalmente generoso.

E se l’Università di Siena avesse torto? E se nella parete già fratturata si aprissero nuove vie d’acqua? Cosa accadrebbe poi se ci fosse un cambiamento climatico, o un uragano? O una esondazione del fiume? O un terremoto, magari da trivellazioni? O un blackout di corrente o un guasto alle pompe che dovranno rimettere di continuo nel Bruna la molta acqua che fuoriesce dalla parete? O una frana? E se la Tioxide chiudesse, come ha chiuso in Francia questa estate, chi continuerà a gestire, e pagare, in eterno questo complesso impianto? E se?…

Siamo in Italia, paese meraviglioso, ma la precisione non è il nostro forte.

La VIA, per quanto approfondita, si limita a riporre la questione entro i limiti di legge, ma non considera queste variabili.

Leonardo Marras, probabilmente nel suo futuro c’è Roma, o la guida della Regione, ma noi resteremo qui, nella Maremma arida, ci aiuti a non lasciare una tale eredità alle generazioni future, un eventuale incidente alla Bartolina non si risolverebbe come quello di Montioni del 2014, e potremmo pagarne le conseguenze per secoli, da Ribolla al mare, con la falda contaminata e la valle desertificata, e con la valle, desertificato anche il Partito, che lei guida in Consiglio, e che molti di noi hanno votato.

Noi andremo comunque per la nostra strada, in tutte le Sedi, almeno finché non arriverà un chiaro segnale dagli Enti preposti, e ci auguriamo che ciò avvenga il prima possibile, perché confidiamo nel buon senso delle Amministrazioni Locali, e anche nel suo buon senso sugli sprechi; non esiste ad oggi un bene più prezioso dell’acqua.

La ringraziamo sentitamente per l’attenzione, e speriamo di incontrarla presto».

Commenti