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«No ad una via ad Almirante. Firmò lui l’ordine di uccidere i minatori di Niccioleta»

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GROSSETO – No alla intitolazione ad Almmirante di una via di Grosseto. Così l’Anpi, l’associaizone nazionale partigiani d’Italia, si esprime sull’idea lanciata ieri da due partti della maggioranza che governa la città ().

«È di ieri pomeriggio – scrivono dall’Anpi – la notizia che la destra grossetana, che governa il comune, voglia intitolare una via a Giorgio Almirante, noto fascista, fucilatore di partigiani, che fu dirigente della provincia di Grosseto a Paganico per la repubblichina di Salò».

«Ieri pomeriggio tramite i social, il consigiere della Lega Nord Mario Lolini e in un comunicato stampa Fratelli d’Italia hanno rilanciato l’ idea di dedicare una via al segretario del Movimento Sociale Italiano, Almirante».

«Non è la prima volta che Lolini propone una cosa del genere, su Facebook si vanta di averlo già fatto nel 1997 con l’ allora giunta Antichi, che è accusata di non aver avuto il coraggio di farlo».

«La notizia di oggi preoccupa la nostra Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia, visto l’ attuale momento che la nostra città sta attraversando con il proliferare di movimenti neofascisti e nostalgici del passato regime, che si sono resi protagonisti anche di pericolosi attentati dinamitardi come quello contro l’Hotel Airone. Quello che è ancora più preoccupante è la risposta che il sindaco Vivarelli Colonna ha dato, sempre tramite i social, a Lolini di approvare tale proposta (letteralmente “Questa volta l’avremo”, la strada intitolata ad Almirante). Questo smaschera la posizione politica del sindaco che fin qui in alcune prese di posizioni pubbliche aveva preso le distanze dal fascismo e tradisce il suo giuramento sulla Costituzione democratica e antifascista».

«Almirante è stato complice del più efferato eccidio nazi-fascista perpetrato in Maremma, ovvero l ‘eccidio dei minatori alla Niccioleta il 13 giugno 1944 in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato proprio da lui».

«Inoltre il personaggio in questione è stato firmatario delle vergognose leggi razziali nel 1938, anticamera dell’olocausto; dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista “La difesa della razza” come segretario di redazione. Con questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista con tutta la prosopopea di essere “razzisti italiani”».

«Gli antifascisti grossetani dissero di no ad un comizio dell’ allora segretario del MSI, quando il 31 marzo 1948. – come racconta nel libro “Si va pel mondo” del partigiano Aristeo Banchi, detto Ganna – Almirante cerca di tenere un comizio in Piazza Dante: trova ad attenderlo solo antifascisti, appena accenna a parlare si levano bordate di fischi e deve fuggire a gambe elevate.

La sezione ANPI “Elvio Palazzoli” di Grosseto ribadisce di essere contro l’intitolazione di una via cittadina ad un noto fascista assassino».

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