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Il calciatore Alessandro Doga al Fossombroni per una lezione su sport e scuola

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GROSSETO – «Un incontro che ha trasmesso messaggi forti e chiari ai giovani studenti a indirizzo sportivo del Fossombroni». Così la scuola commenta l’incontro con Alessandro Doga, un passato da calciatore professionista nel Livorno, attualmente responsabile del settore giovanile della società amaranto, che ha partecipato all’iniziativa della scuola di via Sicilia.

Un’occasione per approfondire alcune tematiche legate allo sport, senza tralasciare l’aspetto scolastico. In carriera Doga ha vestito la maglia del Livorno in 141 occasioni, segnando 5 reti, oltre a quella amaranto ha indossato le casacche di Prato, Fidelis Andria, Lecce, Chievo, Mantova, Arezzo e Carrarese. Vanta anche 26 presenze in Serie A, con 2 segnature all’attivo. Uno sportivo che ha raccontato la propria esperienza ai giovani studenti, attraverso un linguaggio semplice e diretto.

«Quando un giovane decide di impegnarsi in uno sport, deve praticarlo con passione e credere nelle proprie capacità», ha detto Doga che poi ha rafforzato il concetto: «Allenarsi e giocare una partita deve essere sempre un piacere e mai diventare un peso.Chi pratica uno sport deve sempre cercare di migliorarsi e aspirare a risultati sempre più importanti».

L’esperienza da calciatore e quella da allenatore ha consentito a Doga di estendere il concetto: «Nel calcio e nei giochi sportivi è fondamentale potenziare il pensiero cognitivo e strategico – ha detto il responsabile del settore giovanile del Livorno -. Metodiche di allenamento fondamentali per il settore giovanile sono rappresentate da situazioni di gioco e da partite condizionate».

In conclusione poi, Alessandro Doga ha ribadito l’importanza del rapporto tra scuola e società sportive: «Occorre condividere un percorso che riconosca al giovane il ruolo di protagonista e che miri allo sviluppo educativo e formativo del giovane. I risultati scolastici sotto il profilo del profitto e del comportamento non possono essere dimenticati e non considerati».

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