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Gessi Rossi, arriva la relazione finale. Le cave sono idonee. «Ma Gavorrano non deciderà a solo»

GAVORRANO – Con la relazione finale del dibattito pubblico (Ecco il ink del documento integrale: LINK) sulla destinazione dei gessi rossi si è concluso il percorso partecipativo durato cinque mesi.

Approvato dal consiglio regionale l’11 settembre, il dossier di oltre 50 pagine (escluso i numerosi allegati), raccoglie nel dettaglio tutti i contenuti degli incontri pubblici, le relazioni degli esperti, le domande di cittadini e comitati e cerca di fare luce su ogni aspetto che riguarda sia lo scarto industriale stesso, ovvero il biossido di titanio, sia la compatibilità dei siti di stoccaggio in discussione e le eventuali conseguenze in tutti gli ambiti, dalla salute all’impatto ambientale, a breve e lungo termine.

La relazione, pubblicato sul portale Open Toscana, non individua (perché non è il suo compito farlo), quale sarà il nuovo sito di stoccaggio, ma elabora attraverso l’analisi di tutti gli aspetti, se i siti proposti risultano idonei allo stoccaggio dello scarto industriale.

Le opzioni per lo stoccaggio sul tavolo della discussione sono state tre: la cava Bartolina al confine con il comune di Roccastrada -ritenuta idonea-, la cava Vallina nel centro abitato della frazione Filare –ritenuta idonea- e l’opzione definita “zero” che ipotizza una soluzione alternativa escludendo le prime due. Per quest’ultima non sono, però, state trovate soluzioni, eccetto la generica considerazione che il problema dei gessi si risolverà definitivamente solo con invenzioni tecnologiche che permettano una forte riduzione dei medesimi, o con un maggior investimento nella ricerca di altri possibili impieghi alternativi.

La palla ripassa quindi ai proponenti, ovvero, alla Huntsman-Venator (già Tioxide) e il Comune di Gavorrano. Entrambe le parti possono, ma non sono obbligati, esprimersi sul rapporto finale entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del resoconto.

«In totale sono oltre 300 pagine di relazione – afferma Elisabetta Iacomelli, sindaco di Gavorrano – e mi preme esaminare nel dettaglio ogni singolo aspetto prima di poter pubblicare le mie valutazioni. Al momento posso affermare che ho ritenuto il dibattito pubblico uno strumento molto utile, abbiamo potuto sentire le opinioni di tutti. Questo era lo scopo e il motivo perché l’abbiamo fortemente voluto. La decisione finale, lo ribadisco, non spetta solo a questo Comune, è una problematica che riguarda un intero territorio».

Il primo cittadino di Gavorrano risponde e respinge anche le polemiche sollevate dal “Comitato per la difesa del fiume Bruna” di Roccastrada, un comitato crescente che raccoglie adesioni da Gavorrano, Castiglione della Pescaia, Roccastrada e Grosseto e che si oppone fortemente al possibile stoccaggio dei gessi rossi alla Bartolina, in quanto ritiene ad altissimo rischio l’immensa falda acquifera che serve tutta valle.

«Ci sono aspetti tecnici e iter da seguire – spiega il sindaco -. In questo percorso sono coinvolte molte parti, tra cui anche la Regione. Ripeto, non deciderà Gavorrano, ma il territorio».

Il ruolo fondamentale della Regione emerge anche dalla relazione finale in cui si raccomanda ai rappresentanti regionali di attivarsi prima possibile assumendo un ruolo di stimolo e regia nella soluzione al problema dei gessi (peraltro previsto degli accordi del 2004 e 2015 nei quali la Regione Toscana si impegnava ad un ruolo di coordinamento e garanzia) improntato ai concetti di sostenibilità ambientale, chiusura del ciclo vita dei rifiuti ed economia circolare.

«Si sottolinea –si legge in un passaggio- che il dibattito pubblico ha fatto emergere forti preoccupazioni per il ritardo con cui si sta affrontando la questione di un nuovo sito dopo Montioni, che può avere ripercussioni per le politiche di sviluppo di un intero territorio. Pur nella diversità delle posizioni, da parte degli attori coinvolti, è emersa una volontà comune di individuare al più presto una soluzione ambientalmente sostenibile, supportata da studi tecnici approfonditi e indipendenti che permetta di conciliare le esigenze di ciascuna delle categorie interessate: l’industria, l’agricoltura, il turismo e la salute dei cittadini».

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