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Poliziotto accusato di spaccio: un’indagine lunga 2.800 pagine. Martedì l’interrogatorio

GROSSETO – Martedì ci sarà l’interrogatorio di garanzia per il poliziotto arrestato ieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di anabolizzanti e sostanze stupefacenti, dopodiché l’avvocato deciderà se chiedere una modifica alla misura cautelare.

«Sono 2.800 pagine d’indagine» afferma il legale del poliziotto, Paolo Malasoma, che ha sostituito l’avvocato Mara Renzetti, che ha rimesso il mandato. «Dobbiamo valutare le prove a carico, quello che ha in mano il procuratore, quel che sarebbe emerso dalle intercettazioni, la fondatezza delle accuse. Dovrò lavorare giorno e notte in vista dell’interrogatorio di martedì».

I reati contestati, e che hanno portato all’arresto, sono detenzione ai fini di spaccio e cessione di stupefacenti, detenzione abusiva di armi, commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, ricettazione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio.

Secondo quando ricostruito dalla Procura nel corso del 2016, l’uomo avrebbe più volte ricevuto da parte di diversi soggetti – anche extracomunitari – e ceduto sostanze stupefacenti e, in qualche caso, sostanze anabolizzanti.

Per quanto riguarda il proprio assistito Malasoma commenta «l’ho sentito, e mi sembrava caduto dalle nuvole, non si capacitava di quanto gli stava succedendo». Una situazione tra l’altro già vissuta dal poliziotto che nel 2000 era finito in una indagine simile, sempre legata alla droga, quando lavorava alla squadra mobile di Firenze. Allora era stato condannato e poi reintegrato in polizia nel 2003 e trasferito a Grosseto, nelle volanti.

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