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I serramenti devono avere marchio CE: chi non è a norma rischia 24 mila euro di multa

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GROSSETO – I prodotti da costruzione che non rispettano le norme sul marchio di conformità europea dal luglio scorso andranno incontro a gravi sanzioni. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, infatti, è entrato in vigore il decreto legislativo 106 del 2017 che adegua la norma 305 del 2011 “Regolamento Prodotti da Costruzione” (Cpr) che comprende, tra gli altri, anche infissi interni ed esterni – finestre e porte, ad esempio – e le chiusure oscuranti, come tapparelle, persiane, zanzariere e tende da sole.

Chi impiega prodotti che non sono marcati CE, e che quindi non rispettano i criteri minimi di sicurezza stabiliti dalla Commissione europea, andrà incontro a pesanti sanzioni: da quelle penali pecunarie, che prevedono un ammenda da mille euro a 24 mila euro, a quelle penali detentive, che possono comportare un arresto da un minimo di tre a un massimo di sei mesi: dalle sanzioni penali congiunte, che prevedono ammenda e arresto insieme a quelle amministrative pecunarie, con multe che vanno dai mille a 24mila euro.

“L’adeguamento della nostra legislazione a quella europea è un risultato importante- commenta Mauro Sellari, presidente di Cna Produzione Toscana e membro della presidenza e della direzione di Cna Grosseto – Perché va a colmare una lacuna legislativa che per troppo tempo non ha salvaguardato le aziende che da subito si erano adeguate ai dettami della Ue, spesso sostenendo anche importanti costi”. “Ci auguriamo – prosegue Sellari – che a questo seguano controlli reali, attenti e puntuali sui prodotti da costruzione immessi sul mercato, soprattutto su quelli che usufruiscono delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico, oltre a quelli importanti dall’estero, con particolare attenzione ai prodotti dell’est Europa”.

Inoltre, l’adeguamento si estende anche ad altri aspetti che non sono strettamente sanzionatori, ma integrano e completano i presupposti e criteri d’identificazione di quei comportamenti che poi potranno costituire motivo di sanzione. Nello specifico è stato dato spazio particolare ai soggetti accreditati andando a stabilire con precisione le autorizzazioni necessarie e i requisiti per operare sul mercato, e si sono dettagliate meglio le indicazioni per il controllo e la vigilanza.

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