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Sinistra italiana: «La scuola non è un’azienda: la 107 solo slogan e promesse non mantenute»

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ORBETELLO – «Per poter ripartire con una riforma giusta e bilanciata in ambito scolastico dovremmo ripartire dall’anno 0» Queste le parole di Giorgio Crescenza, curatore del libro “Una bussola per la scuola” «e per prima cosa abrogare molte delle riforme degli ultimi anni». Crescenza era presente all’incontro tenuto nella giornata di ieri ad Orbetello sul tema “Tutta un’altra scuola” voluto da Sinistra Italiana ad Orbetello. Con lui Francesca Lanza, presidente della Rete degli studenti medi di Grosseto, Paola Della Santina della segreteria provinciale di Sinistra Italiana e Cristoforo Russo, segretario provinciale FLC e CGIL. Fra il pubblico anche il segretario provinciale di SI Marco Sabatini. I temi trattati sono stati molti; si è parlato del sempre crescente utilizzo della tecnologia all’interno dell’apparato scolastico, di cosa si potrebbe cambiare e cosa invece si potrebbe lasciare così com’è.

«Non si può interpretare l’intero apparato scolastico come se fosse un’azienda con il preside nel ruolo di imprenditore» dice Cristoforo Russo legandosi alle parole di Crescenza «la scuola non può essere gestita come un ente lavoro ma deve invece dedicarsi con molta più attenzione alle modalità meritocratiche di scelta dei docenti senza lasciare l’interezza della decisione nelle mani del preside». L’argomento di sfondo è la legge 107 approvata nel luglio del 2015 e che doveva essere una soluzione definitiva al problema scolastico ma che «alla fine è stata solamente un insieme di slogan accattivanti e promesse non mantenute. Anzi uno specchio per le allodole per poter far finta di fare qualcosa». «L’unica cosa positiva di questa legge – continua Crescenza – è stato il merito di aver fatto tornare a parlare di scuola dopo molto tempo».

Si è discusso del problema di mettere in atto con efficienza il programma di alternanza scuola- lavoro «che viene sempre più spesso strumentalizzato invece che servire effettivamente allo studente come esperienza formativa», e molto spazio è stato dedicato anche agli aspetti economici che girano intorno all’istruzione: «dagli stipendi degli insegnanti italiani, fra i più bassi d’Europa, e la ripartizione delle borse di studio che, in un’alta percentuale, non viene percepita neanche da chi rientra nei parametri di tutti i requisiti richiesti a monte».

 

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