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Lega Nord: «Sbagliate le offese a Don Enzo. I suoi nemici sono le coop rosse»

GROSSETO – Sulla recente polemica, scaturita contro Don Enzo Capitani, direttore della Caritas Diocesana, attaccato e pesantemente offeso sui social network solo per aver espresso giudizio positivo ad un progetto che riguarda i migranti, interviene il consigliere comunale della Lega Nord, Andrea Ulmi.

«Conosco molto, ma molto bene don Enzo Capitani – scrive Andrea Ulmi – e so per certo che non possiamo scindere la persona dal sacerdote tanto che quando si firma mette sempre don davanti al nome .E’ un uomo che non puoi inquadrare nella sinistra o la destra, sarebbe un limitarne la eccezionale figura di pastore».

«E’ vero molto spesso sostiene cose che vengono considerate o comunque cavalcate dalla sinistra. Inevitabilmente il prossimo nella sua accezione cristiana va aiutato indipendentemente da razza o religione come se le risorse per farlo non fossero un problema».

«Tocca a noi, semplicemente amministratori, dare delle priorità logiche secondo un criterio, che nel nostro caso è quello di appartenenza. Anche a me e credo a tutti piacerebbe aiutare tutti coloro che hanno bisogno ma le risorse limitate ci obbligano a dare delle priorità».

«La politica della Lega Nord sulle migrazioni non contempla offese “ad personam”con volgarità stupide e gratuite bensì si basa sull’affermazione della legalità e della libertà dei popoli. Chi fugge da una guerra sarà ben accetto e rispettato purché rispetti la nostra legge e cultura. Clandestini e migranti economici invece devono essere immediatamente rimpatriati perché le risorse sono quelle che sono».

«Quindi io, noi non siamo nemici o antagonisti di don Enzo. Paradossalmente, quelli, lui li ha nelle cooperative rosse che hanno il fine di guadagno economico sulla pelle dei disgraziati che chiedono accoglienza. Non credo che se invece di 30 euro al giorno venissero erogati 3 euro a migrante ci sarebbe tutto questo buonismo ipocrita da parte di coloro che si occupano di prendere in carico i migranti. Ma don Enzo ci sarebbe comunque per loro come c’è ormai da tanti anni per tutte le persone meno fortunate di Grosseto e non, con il suo tono burbero bonario e il cuore grande».

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