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Attacco frontale alla prefettura: «Non si occupa della sicurezza dei grossetani ma di compiacere chi porta il caos»

GROSSETO – «Siamo indignati! Le scelte del Prefetto e gli accordi con associazioni e cooperative sono quanto di più scellerato possa esserci. E il conto che pagheranno i cittadini sarà altissimo in termini economici, di sicurezza e di patrimonio storico che verrà inevitabilmente compromesso.” A parlare sono Mario Lolini, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Grosseto e Tiziano Rombai, del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione del Carroccio.

«Ma come si fa solo a pensare di affidare il nostro patrimonio artistico, la nostra storia, le nostre origini a migranti senza competenze, senza amore per la nostra terra, senza arte né parte?  Basta vedere che cura si prendono dei posti dove vivono, con cui hanno come esempio la distruzione di templi e la cancellazione della storia . Con gli esempi che hanno vissuto, quale rispetto avranno degli scavi sui quali, grazie al turismo che richiamano, vivono tante famiglie. Mancano forse i giovani in cerca di lavoro in una zona con una economia depressa come la nostra? Perché non far lavorare chi vive in quelle zone? Sicuramente sarebbe più adatto di chiunque altro a tutelare gli scavi perché interessato a salvaguardare la terra su cui vive».

«Perché fino a ieri la soprintendenza anche per cambiare una semplice tapparella nel centro storico faceva mille problemi, ed ora affida beni archeologici a chi capita?  Non è che la preoccupazione più grossa non è tutelare Roselle ma piuttosto le varie poltrone in vista delle imminenti elezioni?»

«Dai fatti questo è quello che emerge: la Prefettura, espressione totale del Governo, sta facendo di tutto per contrastare l’attuale amministrazione locale, e invece di occuparsi della sicurezza dei grossetani preferisce compiacere chi sta portando il caos nel nostro paese. Una volta in Questura campeggiava una scritta: “in uno Stato democratico la Polizia è al servizio dei cittadini. È evidente che non siamo più in democrazia ma in regime piddiota!».

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