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Sitoco, Sinistra italiana: «Fu la proprietà a dire che il cemento-amianto della struttura si stava sbriciolando»

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ORBETELLO – La federazione provinciale di Sinistra Italiana replica al sindaco Casamenti in merito alla ex-Sitoco. «Lo sviluppo economico del territorio, lo sviluppo urbanistico deve andare di pari passo con il rispetto dell’ambiente e deve salvaguardare la salute dei cittadini – si legge nella nota -. Dalla stampa si è appreso che il sindaco Casamenti, l’assessore all’ambiente Luca Minucci e il consigliere con delega all’urbanistica Luca Teglia hanno effettuato un incontro con la proprietà Laguna Azzurra circa una valutazione sulle polveri, mitigazione e bonifica».

«Ricordiamo al sindaco che all’audizione presso la commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, del febbraio ultimo scorso, dove lui per altro era presente e ascoltato dalle parti e dove dava ragione al sindaco precedente, che la società Laguna Azzurra già all’epoca rilasciò dichiarazioni importanti in merito allo stato del sito – afferma ancora la nota -. E il fatto più rilevante sta proprio nel fatto che in quell’occasione la società riferì che i rivestimenti in cemento-amianto della struttura si stavano sbriciolando e spesso crollavano a terra. La società ammise di avere difficoltà economiche nel mettere in sicurezza questo ulteriore aspetto di un sito già di per se gravemente inquinato. Casamenti dove era? Ha letto cosa dichiarò Laguna Azzurra nel febbraio scorso? È tutto nero su bianco nella dichiarazione resa proprio dalla proprietà durante l’audizione alla commissione parlamentare di inchiesta».

«La società affermò anche che al Comune aveva sollecitato un tavolo tecnico “dando la priorità a questo tipo di intervento, che per noi è elemento portante”. E in quella audizione c’è già praticamente tutto quello che c’è da sapere sulla situazione delle aree di competenza di Laguna Azzurra e sull’urgenza che la stessa società dà per risolvere questo specifico problema. Perché adesso il sindaco accetta che la ditta aspetti 15 giorni per le analisi? E perché deve esser il privato a fornire i dati delle analisi? Le analisi le faccia Arpat, ovviamente facendole pagare al privato, e si vada fino in fondo rispetto ad una situazione ambientale e sanitaria, partendo appunto dalla presenza o meno delle fibre di amianto, che è preoccupante e che questa maggioranza sta affrontando a nostro avviso con poca attenzione».

«Così come poca attenzione la dimostrò Matteoli che da ministro-sindaco, ed in collaborazione con il Commissario straordinario per la laguna e tre membri di questa nuova amministrazione all’epoca tutti assessori, poteva intervenire per risolvere la problematica. Infine al sindaco chiediamo lumi sulla presenza del delegato all’urbanistica: cosa bolle in pentola? La messa in sicurezza del sito non può attendere le incertezze urbanistiche di quell’area». Conclude la federazione provinciale Sinistra Italiana di Grosseto.

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