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Piccolotti: «I costi extra in bolletta per pagare tre commissari sono colpa del Pd»

GROSSETO – “Recentemente la stampa ha sottolineato il costo consistente che Sei Toscana – il gestore unico dei rifiuti per le province di Arezzo, Siena, Grosseto e per la Val di Cornia – deve sostenere per il pagamento degli emolumenti dei tre commissari chiamati dal prefetto di Siena ad amministrare l’azienda in seguito alla richiesta inoltrata dall’Anac”. A ricordarlo in una nota è Luciano Piccolotti, Movimento 5 Stelle di Capalbio e Movimento 5 Stelle gruppi Ato sud.

“Il commissariamento – afferma Piccolotti – si è reso necessario per le gravi irregolarità emerse dalle indagini della Procura di Firenze relative alla gara da 3,5 miliardi di euro che ha portato all’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti a Sei Toscana, talmente gravi che il prefetto ha dovuto nominare ben tre commissari e per le quali è stato chiesto al rinvio a giudizio per i vertici di Sei Toscana e Ato Toscana Sud. Inoltre, il commissariamento si è reso necessario anche perché Ato (ovvero l’organo decisionale costituito dai sindaci) non ha preso alcuna iniziativa nei confronti di Sei nonostante l’avvio del procedimento anticorruttivo.

Vogliamo chiarire che i costi sostenuti da Sei per il pagamento dei tre commissari non possono e non devono assolutamente finire nelle bollette pagate dai cittadini, infatti nel corrispettivo di servizio possono essere computati solamente i costi legati al servizio stesso. Per gli emolumenti dei commissari, Sei dovrà attingere dagli utili di esercizio o semmai con risorse proprie, cosa che finirà per far pesare comunque il costo del commissariamento, anche se in maniera indiretta, nelle nostre tasche, visto che tra i soci di Sei figurano indirettamente anche i Comuni”.

“Quello che invece è finito ingiustamente in bolletta, facendo lievitare i costi per i cittadini, sono le gravi irregolarità emerse dalle indagini, che vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione. Chi dovranno ringraziare i cittadini per tutto questo? Per quel che ci riguarda la risposta è chiara: il Pd.

Se non fosse per il sistema di raccolta e smaltimento rifiuti in Ato Toscana Sud messo in piedi dal Pd, sistema ritenuto corrotto e irregolare dalla Procura oltreché inefficace e anti-economico, non dovremmo pagare le tariffe tra le più alte d’Italia con risultati a dir poco imbarazzanti, e non dovremmo sostenere anche i costi per scongiurare il pericolo di condizionamenti illeciti e garantire il rispetto della legalità che, vale la pena ricordarlo, non è un’opzione da valutare ma l’unica strada da percorrere sempre.

Grazie al lavoro di studio del contratto di servizio e della gara di affidamento condotto in questi anni dal M5S, adesso c’è un presidio di legalità sul contratto che rappresenta una garanzia per i cittadini. Inoltre, i profitti generati dalle gestione del servizio durante tutta la fase del commissariamento non vengono incassati da Sei e ripartiti tra i soci ma accantonati in un fondo di garanzia che, una volta accertate le irregolarità riscontrate, verrà utilizzato per risarcire l’appaltatore del servizio, ovvero i comuni.

I portavoce del M5S hanno più volte segnalato agli amministratori dei nostri comuni le criticità riscontrate e avanzato proposte concrete per la loro soluzione. Ovviamente la gran parte dei sindaci e degli altri amministratori non ci ha voluto ascoltare, additandoci a volte come pretestuosi e non preparati per poter discutere di una materia complessa come il sistema di gestione rifiuti nel nostro territorio, evidentemente a loro interessava più mantenere lo status quo delle cose. Ci dispiace che le indagini della Procura ci abbiano dato ragione, perché questo significa che in questi anni siamo stati amministrati male e in modo non trasparente”.

 

 

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