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Crisi Securpol Group, Uiltucs Toscana al Ministero: «Procura Civitavecchia rischia di far perdere il posto a 1.500 lavoratori»

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GROSSETO – Calvario senza fine per i lavoratori di Securpol, istituto di vigilanza finito in liquidazione per il quale stamani il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato le parti per verificare lo stato della crisi. La UITuCS, categoria della Uil che si occupa del settore vigilanza, era rappresentata da Marco Conficconi, segretario generale della Toscana. Nella prossima settimana, a seguito delle impegnative esercitate dai custodi, il tribunale di Roma deciderà se e come sbloccare le ingenti somme bloccate dalla Procura di Civitavecchia.

“Da questo – informa Marco Conficconi – dipenderà anche il pagamento degli stipendi che oltre 1.500 lavoratori e relative famiglie attendono da mesi. Securpol, infatti, non può disporre delle risorse presenti sui conti correnti perché sono stati improvvisamente bloccati dalla Procura di Civitavecchia, città dove ha sede la proprietà che ha portato a questo crac da 200 milioni di euro”.

Anche di questo si è parlato al Ministero, delle difficoltà dei curatori giudiziari e dei Commissari, da poco insediati, a confrontarsi con una dirigenza aziendale che continua a rispondere ad altri e, cosi facendo, aumenta l’incertezza di un futuro posto di lavoro. E’ anche questa la ragione per cui le Gpg dovranno richiedere velocemente le spettanze dovute e le somme derivanti dalla dichiarazione dei redditi. La UITuCS assisterà tutte le Gpg che si presenteranno nelle sedi territoriali e a seguirli in questo particolarmente difficile momento.

“Pare siano pervenute ai curatori delle richieste da parte di altri istituti per affittare il ramo di azienda – informa ancora Conficconi – questa potrebbe essere un’opportunità per salvare i posti di lavoro delle Guardie Particolari Giurate, ma senza un accordo con la proprietà è difficile approfondire la possibilità di un fitto. Il futuro dei 1.500 dipendenti Securpol e la sopravvivenza delle loro famiglie ora è nelle mani della famiglia Menghini, proprietaria dell’istituto, che ha un ultima occasione per distinguersi positivamente e della Procura di Civitavecchia che potrebbe sbloccare le risorse necessarie, non tanto per garantire ai lavoratori parte delle somme arretrate, ma, soprattutto, a dare certezza di vita a guardie che quotidianamente svolgono, con onore, un servizio in cui spesso rischiano la propria incolumità”. “La UILTUCS – prosegue Conficconi – vigilerà sui comportamenti e non abbiamo paura di denunciare gli abusi e la grande demagogia che in questa vicenda non mancano”.

In attesa degli eventi, la Uiltucs si muoverà per cercare le soluzioni possibili e si preparerà per la prossima convocazione che il Ministero ha anticipato.

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