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Una piazza per Don Bailo: a Roccastrada si ricorda il sacerdote e il suo impegno

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ROCCASTRADA – La piazza dietro il Municipio di Roccastrada si prepara a diventare Largo Don Biagio Bailo. La cerimonia di intitolazione al sacerdote che dal 1944 al 1968 è stato protagonista della vita sociale e culturale roccastradina, è in programma venerdì 8 settembre, alle ore 19, e sarà seguita, alle ore 21.30, dal concerto per pianoforte e archi del Maestro Roberto Cacciapaglia, compositore di numerose colonne sonore fra cui “L’albero della vita – Wild Side”, che ha accompagnato l’Expo Milano 2015. L’intitolazione della piazza a Don Biagio Bailo a cento anni dalla sua nascita in Piemonte, nel 1917, si colloca nell’ambito del Settembre Roccastradino che animerà Roccastrada fino a domenica 10 settembre con numerose iniziative dedicate al territorio e alle sue eccellenze.

“L’intitolazione della piazza a Don Biagio Bailo – afferma Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada – sancirà ufficialmente l’omaggio della nostra comunità a una figura che ha portato un grande contributo umano e sociale nella storia locale in un periodo difficile e critico come quello della guerra e del Dopoguerra, lasciando testimonianze indelebili e ancora oggi importanti. Ancora oggi, infatti, ricordiamo sul territorio il suo impegno pastorale e cattolico, ma anche quello per favorire lo sviluppo sociale e culturale dei cittadini con la Scuola di avviamento agrario, la Scuola di formazione professionale e la scuola media, insieme all’assistenza prestata ai feriti e ai familiari delle vittime della tragedia mineraria di Ribolla del maggio 1954. L’opera di Don Bailo – aggiunge Limatola – vive ancora oggi in strutture come l’Istituto Geriatrico e da venerdì sarà ricordata ogni giorno dalla piazza vicino al Municipio”.

Don Biagio Bailo a Roccastrada, dal 1944. L’attività pastorale di Don Biagio Bailo – nato in provincia di Alessandria nel giugno 1917, formatosi anche nel Seminario di Grosseto e divenuto Monsignore nel 1967 – inizia nel 1944, quando arriva in una comunità dilaniata dalla guerra. Don Bailo viene deportato dai tedeschi e messo ai lavori forzati sulla strada statale che dal Farma conduce a Siena, da dove riesce a fuggire con alcuni concittadini per tornare ad aiutare i roccastradini. Tra il 1946 e il 1948 viene perseguitato e pestato più volte, ma questo non diminuisce il suo impegno per aiutare la comunità a superare le tensioni politiche e sociali del Dopoguerra. Con l’incoraggiamento di Giorgio La Pira e Amintore Fanfani, apre un laboratorio manifatturiero per dare un lavoro a tante giovani donne e favorire la loro emancipazione e nel 1954 è fra i primi a soccorrere i feriti nel disastro minerario di Ribolla.

Il suo impegno sociale e culturale. Don Bailo viene ricordato anche per aver contribuito alla costruzione dell’Opera Pia Contessa Nella, che ha dato dignità missionaria alla Congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, mentre nel 1958 istituisce la Scuola di Avviamento Agrario, si attiva per l’istituzione della Scuola Media, ristruttura la Chiesa parrocchiale con un nuovo tetto e avvia la ricostituzione dell’Azione Cattolica, stimolando la formazione di gruppi giovanili di impegno sociale e organizzando pellegrinaggi in tutta Italia. L’attività di Don Bailo tocca anche la sfera culturale, con l’allestimento di una sala cinematografica e la ricostituzione di un coro polifonico, da lui diretto, che diffonde la musica del suo conterraneo tortonese Don Lorenzo Perosi.

L’attenzione per la Terza Età. Negli ultimi anni di vita, dal 1965, il suo impegno si concentra sulla Terza Età, con la costruzione dell’Istituto Geriatrico e il rilancio dello storico sodalizio della Confraternita della Misericordia, obsoleto da oltre un secolo. In questi anni, inoltre, avvia la nascita della Scuola di Formazione Professionale, dove centinaia di giovani apprenderanno la specializzazione professionale per l’industria. Nel 1967 Papa Paolo VI gli conferisce la nomina a Monsignore e il Presidente della Repubblica quella di Cavaliere del Lavoro, due riconoscimenti per la sua opera sociale che accompagnano gli ultimi mesi di vita di Don Bailo, scomparso improvvisamente nel gennaio 1968.

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