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L’istituzione Le Mura disegnata da due architetti: ecco il logo. CLICCA E GUARDA

Premiati in sala consiliare i vincitori del concorso di idee Bambagioni e Aloe

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GROSSETO – L’istituzione Le Mura ha il suo logo: è opera di due architetti, uno grossetano e l’altro milanese, che vivono a Londra e che, attraverso la grafica, sono riusciti a cogliere lo spirito di questo soggetto pubblico nato per promuovere il recupero e la vivibilità del monumento più importante di Grosseto. I due professionisti hanno presentato il progetto grafico al concorso di idee (dieci i partecipanti) conquistando la giuria grazie all’immediatezza del messaggio del logo che intreccia, sotto forma di figure geometriche, i bastioni, il perimetro delle mura, spazi verdi e camminamenti.

Mura Logo

 

Ecco cosa rappresenta la creazione del grossetano Claudio Bambagioni e Valentina Aloe, creazione che identificherà da adesso in poi l’istituzione Le Mura e il suo lavoro: “Le mura medicee hanno configurato e caratterizzato la forma urbana della città di Grosseto fin dalla loro edificazione – dicono gli architetti Bambagioni e Aloe –. Nonostante gli interventi che si sono susseguiti nel tempo, sono rimaste un elemento riconoscibile e simbolico. La nostra proposta grafica si è basata principalmente su un elemento peculiare: i bastioni difensivi e la loro forma più pura e riconoscibile, cioè quella a diamante pentagonale. Intorno c’è invece la forma esagonale irregolare delle mura, che rappresenta la forma urbana del centro storico di Grosseto, distinguendola da altre città fortificate italiane. L’elemento geometrico del bastione viene quindi ruotato sei volte attorno all’esagono, a ricalcare la pianta della città storica. Si viene così a creare una trama piena di vuoti, simbolo dell’aspetto delle mura nel contesto della città contemporanea. Il corso della storia ha inevitabilmente mutato e frammentato l’aspetto e la funzione dalla città murata che oggi è caratterizzata da camminamenti pubblici e verde urbano”.

Ai due vincitori l’Amministrazione comunale ha consegnato un premio: un acquerello di Maurizio Nardini, pittore grossetano che ha il merito di aver riprodotto le mura in molte sfaccettature e in tutta la loro bellezza. “Cercavamo qualcosa di originale – spiega il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – e questi due professionisti sono riusciti a cogliere attraverso una sola immagine le caratteristiche storiche, naturali e paesaggistiche della città, tenendo conto anche dell’evoluzione che c’è stata nel tempo, quella che oggi ci riguarda più da vicino”. C’è anche un altro motivo di soddisfazione. “Ha vinto un architetto grossetano – dice il presidente dell’istituzione Le Mura, Alessandro Capitani –: per noi è anche un modo di riportare le competenze dei nostri cittadini nel loro luogo di origine facendo qualcosa di prezioso per il territorio. La commissione è rimasta molto colpita dalla professionalità di questo progetto”. E questo è solo il primo passo dell’istituzione Le Mura, come spiega il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Agresti, che ha seguito fin dalla nascita l’ente: “E proprio per parlare delle mura, della loro storia e delle loro potenzialità di utilizzo è stato organizzato un convegno dedicato a un momento di confronto su questi temi, venerdì 13 ottobre alle Casette Cinquecentesche”.

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