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Civitella Paganico ricorda Lyda Renata Bartalucci, insegnate e cronista del Telegrafo dagli anni 20

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CIVITELLA PAGANICO – Oggi al cimitero di Paganico è stata apposta una targa in memoria di Lyda Renata Bonari (Asciano, 1898-Grosseto, 1988), insegnante e giornalista che dal 1929 al 1969 è stata corrispondente da Paganico per “Il Telegrafo”, oggi conosciuto come “Il Tirreno”.

“Lyda Renata Bartalucci, da sposata Bonari, madre di quattro figli, era una donna davvero straordinaria per i suoi tempi – ricorda l’amministrazione -. A 18 anni faceva già l’insegnante e nel 1916 ricevette il riconoscimento di sua maestà il re per la sua attività di maestra a Monte Antico, prima di dedicarsi all’attività di cronista”.

In seguito all’esumazione ordinaria di alcune tombe, per l’inserimento nei colombari, tra cui quella della Bonari, il Comune insieme ai familiari della defunta ha deciso di ricordarla con una targa apposta sul muro interno del cimitero che riporta il seguente messaggio:

“L’amministrazione comunale di Civitella Paganico, che già ne commemorò l’impegno civile nell’ambito della Festa della Toscana per la rilevanza sociale dell’opera da lei svolta, la ricorda a futura memoria”. Segue la citazione “Impegnò tutta se stessa per il bene di questo territorio e dei suoi abitanti con passione, intelligenza e alto senso di attaccamento”.

All’apposizione della targa erano presenti il sindaco del comune di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, e alcuni dei nipoti di Lyda, tra cui Riccardo Ronzini con il figlio Matteo, Enrico Bonari, Grazia e Patrizia Capecchi.

A partire da questa sera ha aperto al pubblico anche una mostra dal titolo “Ritagli di giornale di Lyda Renata Bonari” a Paganico in Corso Fagarè. L’esposizione è allestita dal nipote Riccardo Ronzini, fotografo di professione, che recentemente ha ritrovato, conservati in un vecchio album, i pezzi scritti dalla nonna per “Il Telegrafo”. I suoi non erano solo articoli di cronaca locale ma spaziavano anche sui reali problemi di una comunità in espansione, nella quale emergevano nuove necessità. La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 3 settembre.

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