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Allevamenti, Coldiretti: «Ora servono misure per salvare le imprese»

GROSSETO – “Coldiretti intende ribadire quanto sia necessario da subito garantire la puntuale e corretta quantificazione dei danni, il cui sollecito risarcimento non può essere soggetto al regime “de minimis” e quindi non limitato all’importo di 15.000 euro in tre anni; è in gioco l’economia di territori  marginali nei quali l’allevamento del bestiame rappresenta una delle poche attività rimaste. L’esodo degli allevatori e delle loro famiglie, ed il conseguente abbandono di quei presidi, esporrebbe tutto il territorio a nuovi rischi di dissesto idrogeologico”.

Così Andrea Renna e Marco Bruni commentano il dibattito che si è tenuto in Regione. “Sulla proliferazione del lupo in Toscana e sui problemi che l’eccessiva presenza di questo predatore comporta, abbiamo apprezzato l’attenzione dedicata dal Consiglio Regionale, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, con l’indagine che è stata oggetto di dibattito e di approvazione nella seduta odierna. Attendiamo risposte dal presidente Rossi e dall assessore Remaschi alla richiesta del nostro legale per i danni causati al comparto ovino da predatori per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013.

Purtroppo il lupo, o ibridi di lupo, però intanto continuano a fare notizia ed a mietere vittime tra le greggi maremmane  aumentando il livello di tensione sulla questione, mentre la proposta di  Piano nazionale per la Conservazione del lupo, appoggiato dalla Toscana, è in stallo a livello di Conferenza Stato-Regioni, dopo l’alzata di scudi delle altre Regioni”. Nel triennio 2014 – 2016 le domande presentate dagli allevatori per ricevere gli indennizzi dei danni provocati dai lupi sono state circa 1.300 per danni accertati che superano i 2 milioni di euro. Se guardiamo alla media mensile degli attacchi dei lupi siamo passati dai 28 attacchi al mese del 2014 ai 40 attacchi al mese del 2016. Sono numeri riferiti agli episodi per i quali è stata presentata una domanda di risarcimento; purtroppo in molti casi gli allevatori non denunciano gli attacchi subiti. I danni sono ingenti sia come perdita degli animali uccisi, ma anche come danni indiretti. In seguito agli attacchi molte pecore abortiscono, perdono gli agnelli e cessano la produzione di latte con importanti conseguenze anche commerciali perché gli allevatori non riescono a mantenere gli impegni di fornitura con i clienti. La Toscana in effetti, ospita un patrimonio di lupi significativo, nel 2015 è stata rilevata nel territorio regionale la presenza di 109 branchi per complessivi  600 lupi. La presenza del lupo rappresenta un elemento fondamentale di valorizzazione della biodiversità a condizione che sia circoscritta in habitat idonei ed in un numero di soggetti adeguato, diversamente rappresenta un elemento di disequilibrio ambientale. In diverse aree della Maremma si ravvisa una situazione di emergenza legata anche alla presenza di individui ibridi e di cani inselvatichiti che rischiano, altresì, di compromettere la caratterizzazione genetica del lupo stesso.

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