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Renna: «Sementi in mano a tre multinazionali, rafforzare i consorzi agrari»

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GROSSETO – “Con la fusione tra Bayer e Monsanto, tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina oggi il 75% del mercato degli agrofarmaci e il 63% di quello delle sementi sono nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la decisione della Commissione Ue di aprire un’indagine approfondita sull’operazione per verificare se la fusione tra Bayer e Monsanto limiti la concorrenza nei settori delle sementi e degli agrofarmaci.

“Una preoccupazione reale anche per l’Italia dopo che – sottolinea Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto – le recenti operazioni finanziarie hanno fatto nascere un vero e proprio oligopolio in un settore particolarmente sensibile come è quella dell’agricoltura e dell’alimentazione. La concentrazione nelle mani di poche multinazionali su mercati sensibili come quelli delle sementi mette a rischio la sovrantà alimentare e la biodiversità dei singoli Paesi.  E’ evidente la necessità per l’Italia di rafforzare il sistema dei Consorzi Agrari che sono l’unica struttura degli agricoltori italiani in grado – continua Renna – di sostenere il potere contrattuale delle imprese agricole”.

Oggi il sistema dei Consorzi agrari è il riferimento di 300mila aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio con circa 1300 recapiti, comprese le aree più difficili, a sostegno dello sviluppo e della competitività dell’agricoltura italiana, di fronte al crescente strapotere delle multinazionali nel mercato dei mezzi tecnici. Anche grazie ai Consorzi agrari negli ultimi 20 anni l’agricoltura italiana – precisa Coldiretti – ha resistito e conquistato il primato europeo nella qualità e nella sostenibilità ambientale e può vincere in futuro con nuovi investimenti la sfida dell’agricoltura di precisione e dell’utilizzo dei big data.

“I Consorzi Agrari – conclude Renna – hanno esteso la propria operatività, dall’innovazione tecnologica ai contratti di filiera, dalle agroenergie al giardinaggio, dalla fornitura dei mezzi tecnici alla salvaguardia delle sementi a rischio di estinzione”.

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