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Usd Follonica, via in blocco i collaboratori esterni. Si sono dimessi

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FOLLONICA – Entrati a metà dicembre 2016 nella USD Follonica, presieduta da Valerio Pacini, a poco meno di un anno dal loro operato decidono di non proseguire nel loro mandato rimettendolo nelle mani del Presidente.

È il portavoce del gruppo, Gianluca Guarini, a fare il punto della situazione e a spiegare le motivazioni alla base di questa importante decisione.

«A metà dicembre abbiamo trovato una situazione molto complessa sotto ogni punto di vista, economico-finanziario-societario e, non ultimo, sportivo.

Compensi pattuiti e non regolarizzati, forniture in sospeso e tecnici – collaboratori che ponevano a serio rischio l’ultimazione dell’annata calcistica.

Revisione dei budget di spesa, fidelizzazione dei fornitori e sacrifici importanti imposti a tutto l’ambiente, pur non rinunciando a eventi e competizioni sportive, hanno consentito la USD di tutelare i propri tesserati fino alla fine dell’anno, senza percepire alcun compenso e/o rimborso spese.

Nonostante un ambiente esterno molto ostile alla USD, nel pieno di una querelle legale con l’Amministrazione Comunale, ormai nota a tutti, il nostro operato è sempre stato lineare, semplice ma soprattutto pulito.

Pulito nei confronti dell’Amministrazione, con la quale vi è stato un lungo tavolo di confronto conclusosi senza la tanto sospirata fumata bianca, nonostante la nostro totale apertura ad ogni soluzione anche di tipo societario.

Pulito nei confronti dei nostro tesserati, dei genitori, dei nostro terzisti (gestione bar e campi sintetici) con i quali abbiamo fin da subito instaurato un ottimo rapporto collaborativo, quasi familiare.

Pulito con i nostro tecnici, assistenti, custodi ecc ai quali pur avendo chiesto notevoli sacrifici siamo riusciti a trasmettere il nostro progetto di calcio rispettoso dei diritti dei bambini, troppo spesso vittime di aspettative, competizioni e pretese assurde.

Il nostro progetto ambizioso di rilancio del calcio follonichese lontano dal riproporre figure che sotto varie vesti circolano nel mondo del calcio locale ormai da troppo tempo, alla luce del calo nascite, della crisi economica e della doverosa riduzione dei budget pubblici ecc, apriva a ipotesi di collaborazioni forse troppo premature per il calcio follonichese, vedi un’unica scuola calcio elite per tutto il territorio delle Colline Metallifere, Massa, Valpiana, Scalino, ma soprattutto Gavorrano che facesse di Follonica e dei suoi impianti il punto di riferimento per tutte queste compagini, con budget privati, e non più pubblici, equilibrati e sostenibili, con organizzazioni slim ma soprattutto competenti, disinteressate e soprattutto qualificate.

Il nostro operato ha, tuttavia, incontrato numerosi ostacoli da parte di un ambiente Societario interno diffidente al cambiamento, da un ambiente esterno fortemente ostile perché condizionato da retaggi storici negativi e, non ultime, strumentalizzazioni politiche di bassa lega.

Gli sviluppi degli ultimi giorni, con particolare riferimento all’impugnativa del ricorso, alla chiusura del tavolo di confronto, alla gestione del possesso degli impianti da parte dell’Amministrazione Comunale con tanto di azioni, dovute e legittime come i diritti della USD al vaglio del TAR, ma pur sempre forti e comunque non in linea con il nostro modo di pensare e di essere, non ultima la “inaspettata e evitabile” chiusura della Segreteria, sede da oltre 40 anni dell’attività della USD nel pieno dei tesseramenti e alla vigilia delle iscrizioni ai campionati federali, ci ha indotti a rivedere la nostro posizione in un contesto le cui coincidenze ci lasciano interdetti e disgustati.

E’ con profondo rammarico, quindi, dover riscontrare che, alle porte della stagione 2017/2018, non ci sono più i presupposti per proseguire in modo lineare e pulito.

Riteniamo inoltre di avere l’obbligo di un atto di responsabilità nei confronti dei ragazzi, allievi e scuola calcio, nei confronti dei genitori tutti, rimettendo l’incarico assegnatoci nella mani del Presidente Valerio Pacini.

Il nostro augurio è che le cose cambino veramente non nel calcio follonichese ma nel modo di fare calcio, e non solo a Follonica, nel voler dare al calcio la giusta dimensione, le giuste aspettative, i giusti contesti (non politici) e la giusta rilevanza, perché se è vero che non siamo ciò che facciamo come lo facciamo dice molto di chi siamo e, pur nelle more dei propri diritti e delle proprie convinzioni, in questa vicenda forse un po’ tutti abbiamo dato il peggio di noi stessi».

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