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Esternalizzazioni al Falusi, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

MASSA MARITTIMA – «Le rappresentanze sindacali sono contrarie ad ogni ulteriore esternalizzazione di servizi della ASP Falusi». Lo affermano Le Organizzazioni Sindacali FP CGIL-CISL FP-UIL FPL e la RSU rispetto alla cessione a ditte esterne della gestione dei servizi di guardaroba-lavanderia e di un nucleo di 15 ospiti.

«Proprio perché la ASP già ricorre abbondantemente alle ditte esterne per la gestione delle altre residenze e servizi – proseguono i sindacati -, riteniamo che la sede di Massa dovrebbe rimanere ad intera gestione diretta, con personale dipendente con l’attuale contratto di lavoro. La soluzione della parziale esternalizzazione, con un risparmio sul costo del lavoro, da dimostrare e comunque minimo, non costituisce una soluzione stabile e definitiva ad eventuali problemi gestionali della struttura».

«Anche sul piano della garanzia di mantenimento degli attuali livelli occupazionali, non sono state fornite risposte tranquillizzanti, tanto da far pensare ad una progressiva esternalizzazione dei nuclei, via via che il personale dipendente diminuisce. Inoltre nel confronto con le organizzazioni sindacali la Presidenza dell’istituto, non solo non ha accettato le ipotesi di mediazione proposte, ma non ha fornito neppure risposte certe sul futuro del personale, dimostrando una totale chiusura rispetto ai problemi e preoccupazioni dei dipendenti e motivando le proprie scelte con argomentazioni contraddittorie».

«Per tutti questi motivi è stato proclamato lo stato di agitazione, che prevede una serie di iniziative di protesta, fino al ricorso allo sciopero, del personale dipendente dell’istituto. La contrarietà alla esternalizzazione di un nucleo assistenziale è posizione che i sindacati portano avanti con coerenza fin dal 2013, quando venne prospettata per la prima volta questa idea; non è quindi determinata da motivi altri, se non quelli suddetti, cioè di tutelare il futuro professionale ed occupazionale di lavoratrici e lavoratori, nonché sostenere la pubblicità del rapporto di lavoro. Non si tratta di una posizione strumentale, né può essere oggetto di strumentalizzazione».

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