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Da Bianciardi a Lampedusa e ritorno: doppio appuntamento a #festmabiente2017

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RISPESCIA – Lunedì 14 agosto alle 19.00 nell’uliveto: Lampedusa Beach di Lina prosa. Lampedusa Beach è un monologo sulla storia del naufragio di Shauba, una giovane africana: mentre il corpo sprofonda negli abissi al largo di Lampedusa, rievoca boccheggiando, in quegli attimi eterni, i momenti di quel viaggio epico: dalle raccomandazioni dell’amata zia Mahama alla crudeltà degli scafisti che, mentre cercano di violentarla, fanno rovesciare la scialuppa.

Con quel suo primordiale rapporto con l’acqua parla con i pesci, si rivolge a Dio, fa un appello al Capo dello Stato italiano e al Capo dello Stato d’Africa, crede infine di essere arrivata a Lampedusa accogliente, balneare e sogna un giorno di invertire il percorso, da Lampedusa verso l’Africa (L’immagine rappresenta un’opera d’arte intitolata “La Zattera di Lampedusa” di Jason deCaires Taylor, sepolta a 15 metri di profondità al largo di Lanzarote, nelle Canarie).

Recitare in apnea è la condizione richiesta dall’autrice al corpo e alla voce dell’attrice, un grido di dolore di fronte all’ingiustizia che si stempera nella speranza di un mondo migliore.
Lina Prosa, autrice siciliana tradotta in tutto il mondo; è la prima italiana messa in scena alla Comédie-Française con la Trilogia del Naufragio, il cui primo testo è Lampedusa Beach, che si afferma a livello internazionale come opera emblematica della sua scrittura. La Trilogia è stata presentata in tre diverse stagioni al Piccolo Teatro di Milano. Vince nel 2015 il Premio Drammaturgia dell’Associazione Nazionale Critici Teatrali. Collabora dal 2010 con Accademia Mutamenti ed ha scritto per la compagnia grossetana La stanza del tramonto.
Lunedì 14 agosto a mezzanotte nell’auditorium: No you soli a cura di Bianciardi 2022: campagna per la prevenzione della solitudine e della paura del fascista contemporaneo.
A partire da un’idea e da un testo di Luca Bonelli, con immagini di Federico Borselli e brani scelti, letti e cantati da Filippo Gatti, Simone Giusti: mezz’ora di tempo per capire e sentire i motivi profondi per cui alcuni hanno paura dell’altro e del cambiamento, mentre noi non vediamo l’ora di avere altre occasioni, altri incontri, altre vite…

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