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Emergenza incendi, Consiglio aperto è polemica: chieste più vigilanza e risorse fotogallery

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GROSSETO – «È stato fatto molto, ma il nostro sforzo non è sufficiente». Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha aperto oggi con un lungo intervento il consiglio comunale straordinario sull’emergenza incendi. Oltre tre ore in cui i cittadini e le associazioni hanno potuto portare la propria posizione, il proprio contributo, a questa situazione che ormai da mesi tiene sotto scacco la nostra Maremma. Vivarelli Colonna ricorda la situazione, «gli incendi dolosi, gli inneschi, le taniche di benzina».

«A differenza di quel che successe nel 2012, quando si dovette affrontare una emergenza, questa amministrazione ha agito in modo preventivo già da quest’inverno, compiendo azioni mai fatte in precedenza – prosegue il sindaco -: l’unica ordinanza sindacale antecedente, infatti, risale all’immediato periodo di emergenza successivo al grave incendio di Marina del 2012. Al contrario, l’Amministrazione a pochi mesi dal suo insediamento, ha cominciato ad operare a vari livelli».

«L’ordinanza di taglio e pulizia è stata ottemperata dalla stragrande maggioranza dei privati, solo in un numero limitatissimo di casi il Comune ha dovuto attivare l’intervento sostitutivo, e la sua utilità è stata riconosciuta dai Vigili del Fuoco e dalla Forestale proprio perché si è dimostrata efficace nel limitare le conseguenza del recente incendio di via dei Platani a Marina. Abbiamo continuato ad agire per la pulizia delle zone pinetate con una seconda ordinanza, emessa dopo l’incendio del 16 luglio, che estende l’intervento di ripulitura anche meccanica del sottobosco previsto da quella precedente a tutto il resto delle superfici pinetate di Marina e Principina. In questo periodo, l’azione è fortemente condizionata dalla disponibilità delle ditte specializzate e dalla presenza di numerosi turisti presenti nelle località balneari di Marina e Principina, la cui tranquillità dovrà essere salvaguardata».

Poi il sindaco ha parlato del presidio di Marina di Grosseto, per cui anche il Comune di Castiglione ha offerto sostegno economico. Il Comune di Grosseto sperava in contributi regionali (il presidio costerebbe, per il mese di agosto, circa 38 mila euro) ma sembra che i soldi delle emergenze non possano essere impiegati per la prevenzione, e dunque è molto probabile che non sia possibile realizzarlo.

Per quanto riguarda l’incendio si San Martino, con la copertura di Eternit andata a fuoco il sindaco aggiunge «Non appena ci è pervenuta la nota formale da parte del dipartimento della prevenzione dell’Asl con la quale si precisava che non si riteneva necessario proporre al sindaco l’emissione di alcun provvedimento contingibile e urgente a tutela della salute pubblica, gli uffici competenti hanno provveduto ad emettere l’ordinanza per il risanamento e la bonifica dell’area entro 15 giorni a carico del proprietario».

Dopo Vivarelli Colonna è intervenuto il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori. Anche il suo comune è stata sfregiato dagli incendi. Parla dei piromani «che interesse hanno quattro ragazzi di 16 e 21 anni ad appiccare il fuoco in tre differenti orari. Sono state evacuate 3 mila persone, dalla spiaggia e dai campeggi, madri con i figli in braccio. Lo spavento è stato enorme. Gli elicotteri sono arrivati dopo un’ora e 15 perché per entrambi si sera rotto un pezzo. Penso alle persone, ma anche al canneto in cui i cinghiali bruciavano vivi. Aver smantellato alcuni presidi sicuramente non ha aiutato non possiamo stare sotto scacco di menti malate, per questo abbiamo chiesto la presenza dell’elicottero. È stato ripristinato il servizio di vedetta e un grande aiuto nella vigilanza del territorio è venuto dai cacciatori».

Il consigliere di opposizione della lista Mascagni Carlo De Martis chiede come mai da aprile, quando è stata fatta l’ordinanza ci si trovi ad agosto ancora a parlare di emergenza e poi chiede se l’ordinanza sia stata rispettata. Sul presidio afferma invece che le risorse ci sono «anche dalla tassa di soggiorno» chiedendo infine, vista la disponibilità della Pro loco, perché non si faccia come a Castiglione della Pescaia organizzando la vigilanza. Il capogruppo Lorenzo Mascagni fa appello all’unità «La regione ha stanziato dei fondi, altrettanto farà il sindaco Farnetani, il comune di Grosseto non ha qualcosa da mettere? La Regione stanzierà oltre 5 milioni per la manutenzione delle pinete: siamo pronti a sollecitare i privati in tal senso?».

Rinaldo Carlicchi di Passione Grosseto ritiene «totalmente inadeguato l’impegno economico messo su questa emergenza dal Comune. La Regione ha stanziato 40 mila euro per le zone bruciate a Marina». E poi rispondendo ai consiglieri che sottolineavano la mancata presenza del Prefetto ha aggiunto «Il prefetto potrebbe pensare un po’ meno all’accoglienza degli immigrati e più alla sicurezza delle pinete visto che mi risultano spinte forti del prefetto a sindaci, anche del Pd, che non vogliono accogliere ma che vengono obbligati ad accogliere. Possiamo anche andare a protestare tutti insieme sotto la Prefettura ma intanto chiedo di mettere più soldi a sindaco e assessore su questa emergenza».  Il Movimento 5 Stelle ha chiesto che fine ha fatto il tavolo di concertazione che doveva essere portato avanti e se le telecamere funzionano».

Si sono poi prenotati a parlare cittadini e associazioni: le associazioni ambientaliste che chiedono di rinunciare al taglio del sottobosco della pineta cosa che metterebbe a rischio anche la riproduzione degli animali. È stato chiesto l’aggiornamento del catasto boschivo «Per presidiare il territorio serve un uomo ogni 10 ettari» ha affermato il Wwf. Mentre Michele Scola di Italia nostra ha parlato della necessità di «costituire un consorzio forestale tra i proprietari di pineta». E Grosseto al centro ha rimproverato al sindaco di non aver «accettato la mano tesa che cittadini e associazioni hanno offerto».

Andrea Cappellini della Pro loco di Marina di Grosseto ha ricordato come la situazione si questa «ormai da cinque anni, dal 2012. È andata meglio nelle estati più piovose. A livello mediatico la nostra terra è stata massacrata e infatti ci sono state disdette da parte di turisti. A prendere fuoco non è stata la pineta, ma il paese di Marina: bruciavano i tetti delle case, i panni stesi, le auto, e il sindaco non è venuto a incontrare e rassicurare la cittadinanza. Se una volta la pineta era frequentata, ora non lo è più e questo perché nessuno ci spende più una lira sulla pineta: facciamo sentieri, riportiamoci la gente possibile che nel bilancio non si trovino 500 mila euro da investire?».

Duro anche Gianmarco Bragagni presidente del centro commerciale naturale e proprietario di un campeggio «Viviamo una emergenza, e la risposta non può essere pensare alle forme migliori per coltivare la pineta: quello che ho sentito stamani, che non ci sarà un presidio antincendio, è un macigno che mi è caduto sulla testa: credo che non ci sia una voce comunale più importante di questa la stessa tassa di soggiorno che matura 500 mila euro l’anno (soldi che vengono proprio da Marina) deve essere investita in questo o si rischia, il prossimo anno, di non averla neppure la tassa di soggiorno. Ora bisogna sopravvivere un mese, poi dopo ci sarà tempo di parlare. Una comunità è fatta di pineta, di gente, di lavoro. Una cosa sono le pinete vicino alle case e una quella del parco della Maremma. Non possono essere trattate nello stesso modo». Poi l’invito a tutti a mettere le casacche di riconoscimento e dedicare parte del proprio tempo a vigilare.

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