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Maxi incendio: brucia ancora il bosco a Monterotondo. L’odore di fumo si sente per chilometri fotogallery segui la diretta

MONTEROTONDO MARITTIMO – Aggiornamento ore 10:44 – Finalmente sotto controllo , alle dieci di mattina, l’incendio nei boschi di Pomarance in fiamme da ieri. L’aggiornamento arriva dalla Soup, la sala operativa regionale della Protezione civile. L’intervento del Canaidair, già rientrato, ha fatto la differenza. Sul posto al momento continuano comunque ad operare i quattro elicotteri regionali. La sala operativa, in collegamento con il direttore delle operazioni, sta valutando un eventuale loro rientro. Le squadre a terra sono ancora all’oper a e rimarranno anche per la successiva fase di bonifica.

 

Ancora in corso l’incendio che è è sviluppato ieri nel comune di Pomarance, in provincia di Pisa, e che si è poi esteso anche al territorio di Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto. Non è stato sufficiente l’intervento ieri pomeriggio prima di tre e poi cinque elicotteri del servizio regionale. Le fiamma hanno distrutto anche un impianto di cippato.

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Sono ancora attivi due fronti importanti ed estesi, dei quattro aperti ieri. La Sala operativa regionale unificata della Protezione civile segnala che sul posto al momento sono impegnate quasi quaranta persone, tra volontari, operai forestali degli enti locali e vigili del fuoco. La direzione è affidata all’Unione Montana della Val di Cecina.

Stamani all’alba sono riprese anche le operazioni di spegnimento dall’alto. Sul posto dalla sei del mattino si stanno alternando ben quattro elicotteri regionali. E’ arrivato alle otto anche un Canadair nazionale, ieri non disponibile.

La stima della superficie bruciata supera i 300 ettari, di cui almeno la metà bosco e il resto campi incolti. E’ stato evacuato l’agriturismo Succantini, con diversi ospiti al suo interno. L’incendio ha creato e sta creando non poche difficoltà anche per la presenza di quello che in gergo si chiama “spotting”, ovvero quel fenomeno che provoca lo sviluppo di focolai secondari a causa di ramaglia, frammenti di corteccia ed altro materiale incandescente sospinto dal vento e dalle correnti generate dal calore fino a centinaia di metri di distanza.

 

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