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Cannabis, stop alla legalizzazione. Mdp: «Scelta del Pd, occasione persa»

GROSSETO – Il comitato provinciale grossetano di Articolo Uno MDP tramite il suo coordinatore Luca Alcamo prende atto con amarezza che anche questa volta si è rinunciato alla possibilità di risolvere una questione importante per i cittadini.

«Mai come in questo momento – dice Alcamo – siamo stati così vicini ad approvare un testo di legge sensato sulla legalizzazione della cannabis in Italia: fino a cinque piantine se te la coltivi da solo, altrimenti te la vende lo Stato in regime di monopolio».

«Invece il PD, sempre fortissimo quando si tratta di tutelare banche o di togliere tutele ai lavoratori, decide di rinunciare ad una legge che avrebbe portato all’Italia solo vantaggi. Perché la vendita di cannabis è completamente in mano alle mafie, che avrebbero visto sparire una delle loro principali fonti di reddito, ma anche perché quel reddito, una volta portato alla luce, poteva essere una risorsa preziosissima per lo Stato. Perché la legalizzazione della cannabis non è un tema “minoritario” nel Paese, non riguarda solo chi la fuma, ma tutti i cittadini».

«Di quanto si potrebbero abbassare le tasse ai ceti più deboli con gli introiti sottratti alle mafie e portati nelle casse dello Stato? Con quei fondi si potrebbero mettere a norma scuole, fare strade, investire nella tutela del patrimonio idrogeologico innescando anche un circolo virtuoso in grado di creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. Invece il PD con una scelta incomprensibile preferisce lasciare migliaia di cittadini nell’illegalità perché usano una sostanza probabilmente meno pericolosa di altre perfettamente legali e decide di impegnare forze di polizia, che servirebbero come il pane a fare altre cose, in un’inutile battaglia contro i mulini a vento».

«Perché, oltretutto, il proibizionismo non funziona. Ormai è chiaro a chiunque abbia buon senso: chi ha mai conosciuto qualcuno che, pur avendone una gran voglia, non ha provato a fumare cannabis solo perché si trattava di una sostanza illegale? L’effetto di deterrenza è pari a zero, ma il danno creato al Paese, alla sua legalità e alla sua economia è incalcolabile. La legalizzazione avrebbe portato miliardi di euro nelle casse dell’erario, permesso di risparmiarne altrettanti in spese di giustizia (almeno il 60% dei processi penali in Italia è legato al traffico di stupefacenti), spese carcerarie e di polizia. È desolante vedere che neanche quando c’è un accordo trasversale molto largo si riesca a legiferare su una questione di questa portata».

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