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Parlano i rappresentanti

«Ex Mabro, non ci sono carri su cui saltare. L’unico valore è la professionalità dei lavoratori»

Mabro

GROSSETO – “Abbiamo letto con attenzione gli articoli apparsi sulla stampa in merito al nostro incontro con le istituzioni in merito al progetto GR58100 dell’imprenditore Massimo Borgia e riteniamo fare alcune precisazioni per evitare una rappresentazione della vicenda non precisa”.

A scriverlo sono Francesca Ferrari, Maurizio Giuliarini, Nadia Perino e Gian Piero Ciambotti, rappresentanti lavoratori ex Mabro.

“Vorremmo che vi fossero 10, 100, 1000 carri su cui saltare, non solo quello di Pacenti, ma purtroppo non ve ne è neanche uno – insistono – Basta poco che capire che chi ha acquisito il marchio Mabro non ha un progetto, che chi si propone di produrre nel vecchio stabilimento in realtà ha altri, diversi interessi, che il marchio senza le capacità professionali delle maestranze è una scatola vuota.

Senza l’illusione di “carri su cui saltare” abbiamo riscontrato che il solo nostro asso nella manica è la professionalità e la capacità di produrre capi di alta qualità. Capacità che a Grosseto non è mai stata correttamente valutata ed apprezzata”.

“In un passo del progetto presentato ieri è riportato “…punto di forza lo riscontriamo nella alta e precisa manualità delle maestranza coinvolte. L’artefatto che hanno saputo produrre nella storia della città rappresenta un mix di qualità e di numeri importanti. Questo rivela nel posto una forte potenzialità…rafforzato dalla reale competenza delle maestranze…”. Con questa convinzione, che abbiamo sempre avuto, siamo andati a cercare una prospettiva di futuro non soltanto per le ex dipendenti Mabro, ma anche per i giovani di oggi e di domani.

Meriterebbe infine una riflessione il fatto che quattro privati cittadini, interpretando la volontà e le esigenze di lavoratrici ormai senza lavoro, si mettono alla ricerca di imprenditori per provare a dare un futuro a chi il futuro lo ha perso. Non sarebbe compito della politica progettare lo sviluppo del territorio? E non toccherebbe sempre alla politica creare gli strumenti necessari ad attrarre investimenti per realizzare quel progetto?”.

 

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